Lo scarpone Hanwag per il trekking invernale

Con gli impianti da sci chiusi il trekking è verosimilmente uno degli sport che potremo fare in montagna quest’inverno. Se avete paura di avere freddo ai piedi con i vostri scarponcini da trekking che utilizzate normalmente, dovete sapere che esistono calzature da montagna pensate specificamente per il trekking invernale.

L’azienda bavarese Hanwag, per esempio, propone  Banks Winter. Si tratta di uno scarpone leggero, che unisce il massimo del comfort e della sicurezza nell’appoggio a caratteristiche pensate per tenere al caldo i piedi in inverno, come  il rivestimento interno riscaldante in Goretex Partelana. A questo si aggiunge una conformazione particolare della suola con una mescola che non fa scivolare sul ghiaccio, e una tomaia più alta che impedisce l’ingresso della neve.

Caratteristiche tecniche:

Tomaia in pelle nabuk certificata LWG Gold, un marchio che certifica le pelli più pregiate e la loro lavorazione sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Rivestimento interno impermeabile in Gore-Tex Partelana, mantiene i piedi caldi e asciutti anche in caso di pioggia, neve e ghiaccio.

Soletta interna con inserto in alluminio: assicura calore anche con temperature fino a -15° C.

Suola Vibram Icetrek che assicura un grip ottimale anche in condizioni di ghiaccio e gelo.

No allo sci, sarà il Natale di ciaspole e fondo?

la linea del Governo italiano che sarà ufficiale con il prossimo Dpcm che sarà in vigore il prossimo 4 dicembre è quella di non aprire gli impianti sciistici. Un no allo sci alpino che tuttavia potrebbe non voler dire che non si potrà sciare in alcun modo e, soprattutto, che non si potrà fare nessuna attività in montagna durante le Vacanze di Natale.

Le intenzioni del Governo, che in queste ore fa trapelare il no a deroghe per Natale e Capodanno oltre all’ormai praticamente certo no all’apertura di funivie e seggiovie, sono quelle di dare la possibilità alle seconde case. Sempre se si è in una regione Gialla e senza uscire dalla propria regione. Ovviamente se si è in una regione Rossa o Arancione non si può nemmeno uscire dalla propria città.

A questo punto si potrà fare sport individuali all’aria aperta, discipline tra le quali possono ricadere lo sci di fondo, le ciaspole, il trekking, etc.

“Se dovesse arrivare la neve naturale o si sparasse quella artificiale, le piste da fondo potrebbero già riaprire, Il problema è che potrebbero utilizzarle solo gli atleti di interesse nazionale FISI ed i residenti dei comuni in cui le piste si trovano. Noi speriamo nella fine della zona rossa e che si possa tornare a circolare tra comuni e regioni, altrimenti l’utenza sarebbe troppo limitata”, ha spiegato Fabrizio Lombard, Presidente dell’AVEF, Associazione Valdostana Enti Gestori Piste Sci di Fondo attraverso Faceebok.

Allo stesso modo, mantendo le distanze e con le opportune precazioni sarebbe possibile anche fare sci alpinismo, ciaspolate o il normale trekking.

Si può andare in montagna con il nuovo lockdown? Lo spiega il CAI

La Salle, Enrico Romanzi

Con il nuovo decreto del 3 novembre in vigore da oggi e l’istruzione delle zone gialle, arancio e rosse, potremo ancora andare in montagna?

Ce lo spiega il CAI, Club alpino italiano. La risposta non è una sola ma dipende appunto dallo stato di emergenza nella regione in cui ci troviamo.

Le Regioni Rosse (Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta) sono infatti caratterizzate da uno “scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto”, l’attività motoria è consentita, individualmente, in prossimità della propria abitazione. E’ possibile fare attività sportiva, tra cui è compreso il trekking, all’interno del Comune. Va indossata la mascherina e va mantenuta una distanza di 1 euro dalle altre persone. Nel proprio comune di residenza ci si può spostare solo per lavoro, situazioni di necessità e di salute.

Nelle Regioni Arancioni (Puglia e Sicilia), dove cioè lo scenario è di “elevata gravità e un livello di rischio alto” ci si può spostare al di fuori del proprio comune oltre che per  soliti motivi di lavoro, salute e studio, anche per “per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune”. Secondo il CAI:

“Non essendo sospesa in queste aree l’attività motoria l’attività sportiva (fermo il distanziamento e il divieto di assembramento), si deve ritenere che, nel caso in cui tali attività non possano essere svolte nel proprio Comune (come nel caso dei territori di pianura) lo spostamento all’interno della propria regione, ancorché sconsigliato, sia da considerarsi possibile”.

Nelle Regioni Gialle (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province Autonome di Trento e di Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto) si possono svolgere le attività in montagna, rispettando ovviamente le distanze, evitando assembramenti e utilizzando le mascherine. Non si può ovviamente andare a fare trekking o passeggiate in regioni rosse o arancio.

 

Le raccomandazioni del CAI per andare in montagna in sicurezza

Enrico Romanzi - La Salle

Il Dpcm firmato lo scorso weekend dal premier Antonio Conte ha introdotti alcune limitazioni che tuttavia non ostacolano le attività all’aria aperta in montagna.

Cosa si può fare

  • Le attività all’aria aperta, come il trekking, si possono fare ma bisogna mantenere il distanziamento e devono essere utilizzati i sistemi di protezione di igienizzazione ricordando sempre di evitare assembramenti.
  • Si possono frequentare i rifugi che devono far rispettare il distanziamento interpersonale e le linee guida regionali relative all’accesso, all’utilizzo degli spazi comuni e alla somministrazione di cibi, bevande e alla ristorazione.

Le regole da seguire

  • Mantenere un distanziamento di un metro tra persone non conviventi e il divieto di assembramento.
  • All’aperto l’obbligo della mascherina è escluso solo nei luoghi in cui, per le loro caratteristiche o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
  • E’ necessario mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro in attività motoria e di due metri in attività sportiva.

“La consapevolezza di quanto sia delicato il momento attuale deve indurre ciascuno di noi alla massima prudenza e al costante rispetto di sé e degli altri, accettando limitazioni che comunque non impediscono il protrarsi delle attività in montagna, sia pure a determinate condizioni – spiega il presidente del CAI Vincenzo Torti – Fin dall’inizio della pandemia, il Club alpino italiano ha adottato il criterio dell’attenzione, della rinuncia e del senso di responsabilità e invita a proseguire su questa strada, con l’auspicio che il rispetto delle misure di contenimento del virus possano al più presto dare buoni risultati”.