Stop alle seconde case in zona arancione scuro e rossa

Nuove regole più restrittive per quanto riguarda le seconde case sono state adottate per combattere il Covid-19. Se nelle ultime settimane le seconde case erano sempre raggiungibili, anche in zona rossa, purché queste fossero state acquistate o affittate prima del 14 gennaio, ora non sarà più così.

Si potrà infatti andare nella seconda casa solo se si è in zona gialla o arancione. Se invece ci si trova o la seconda casa  è in zona arancione scuro o rossa, non ci si può muovere dal proprio comune di residenza – se non per motivi di lavoro e salute – nel primo caso e non ci si può spostare in generale nella seconda.

Considerando, per fare un esempio, che la provincia di Brescia è diventata zona arancione scuro, nei prossimi giorni non si potrà andare nella casa di  montagna e quindi sarà più difficile praticare sport che sono “esplosi” visto lo stop allo sci alpino, come le ciaspole, lo sci di fondo e lo sci alpinismo.

Le raccomandazioni del CAI per andare in montagna in sicurezza

Enrico Romanzi - La Salle

Il Dpcm firmato lo scorso weekend dal premier Antonio Conte ha introdotti alcune limitazioni che tuttavia non ostacolano le attività all’aria aperta in montagna.

Cosa si può fare

  • Le attività all’aria aperta, come il trekking, si possono fare ma bisogna mantenere il distanziamento e devono essere utilizzati i sistemi di protezione di igienizzazione ricordando sempre di evitare assembramenti.
  • Si possono frequentare i rifugi che devono far rispettare il distanziamento interpersonale e le linee guida regionali relative all’accesso, all’utilizzo degli spazi comuni e alla somministrazione di cibi, bevande e alla ristorazione.

Le regole da seguire

  • Mantenere un distanziamento di un metro tra persone non conviventi e il divieto di assembramento.
  • All’aperto l’obbligo della mascherina è escluso solo nei luoghi in cui, per le loro caratteristiche o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
  • E’ necessario mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro in attività motoria e di due metri in attività sportiva.

“La consapevolezza di quanto sia delicato il momento attuale deve indurre ciascuno di noi alla massima prudenza e al costante rispetto di sé e degli altri, accettando limitazioni che comunque non impediscono il protrarsi delle attività in montagna, sia pure a determinate condizioni – spiega il presidente del CAI Vincenzo Torti – Fin dall’inizio della pandemia, il Club alpino italiano ha adottato il criterio dell’attenzione, della rinuncia e del senso di responsabilità e invita a proseguire su questa strada, con l’auspicio che il rispetto delle misure di contenimento del virus possano al più presto dare buoni risultati”.