Cai e Ministero Turismo: firmato protocollo per valorizzazione sentieri escursionistici e alpinistici

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Il Ministero del turismo e il Cai hanno firmato nella giornata di ieri un protocollo che prevede azioni congiunte per la valorizzazione dei sentieri e dei percorsi escursionistici e alpinistici.

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia e il Presidente del Club alpino italiano Vincenzo Torti, alla presenza di Manuela di Centa, consigliere del ministro e di una delegazione del Cai, è avvenuta la firma che per un’intesa che avrà come obiettivi principali il Sentiero Italia CAI, la Via italiana dei Rochers al Monte Bianco e il completamento del Catasto Nazionale dei Sentieri. A tal fine sarà anche costituito un Comitato formato da 3 esponenti di nomina ministeriale e 3 scelti dal Cai.

“Il protocollo che abbiamo sottoscritto con il ministro Garavaglia rappresenta un punto di partenza per una collaborazione avente elevatissime potenzialità di corretta valorizzazione della montagna, nell’epoca, che si apre ora, della transizione ecologica – ha spiegato Torti – I temi oggetto del protocollo attengono ambiti di attività che il volontariato del Cai considera prioritari e che, negli auspici, potranno condurre ad una sempre maggiore affermazione di un escursionismo attento e di scoperta, e di un alpinismo, che recuperi l’accesso di una storica via al Monte Bianco quale è quella dei Rochers. Confido che il neonato Ministero del Turismo possa cogliere e condividere con noi tutte queste potenzialità”..

Particolare enfasi è stata posta sul Sentiero Italia CAI, un itinerario di 7200 chilometri che percorre le montagne italiane da Santa Teresa Gallura in Sardegna fino a Muggia, in provincia di Trieste. Qello che ci si propone di fare è  favorire la realizzazione di una serie di punti di accoglienza per i camminatori che si cimentano in questo cammino in mondo da valorizzare il percorso in sé, promuoverne la frequentazione valorizzando di conseguenza varie zone di montagna in tutte le regioni d’Italia.

 

Francesco Carrer eletto a vicepresidente del CAI

Francesco Carrer è stato eletto vicepresidente del Cai. L’elezione è avvenuta nel corso dell’Assemblea dei Delegati 2021 del Club alpino italiano, che si è tenuto per la prima volta da remoto, e che ha visto l’elezione di due Vicepresidenti generali. Oltre a Carrer, è stata confermata  Lorella Franceschini, al secondo mandato,

Il veneziano Francesco Carrer, già  presidente della sezione veneta del Cai Veneto e coordinatore del Gruppo di lavoro Cai-Scuola, prende il testimone da Erminio Quartiani che al termine di due mandati non era più eleggibile. Il terzo vicepresidente generale attualmente in carica è il Antonio Montani.

“Sono molto onorato dalla fiducia ricevuta dai delegati delle Sezioni del Club alpino italiano che hanno voluto affidarmi la carica di Vicepresidente generale, una grande responsabilità che richiede grandi competenze e capacità – ha spiegato Francesco Carrer – Per affrontare al meglio le incombenze del mandato e avvertendo tutto il peso di questo nuovo zaino, mi appello allo spirito di solidarietà e di sostegno reciproco che costituiscono la più autentica forza della nostra associazione. Negli ultimi mesi abbiamo attraversato tempi difficili, senza precedenti nella memoria e nell’esperienza diretta. Ma proprio le emergenze vissute hanno posto al centro delle priorità future dell’intera società comunitaria la questione ecologica, l’importanza dell’ambiente con l’adozione di stili di vita corretti, la strategicità di attenzioni concrete ai bisogni della next generation. Questi saranno i settori su cui si andrà ad investire». Carrer conclude augurandosi che «giovani e tutela dell’ambiente, ideali e valori, formazione e solidarietà, i nostri tradizionali assi trainanti, possano diventare, nell’ambito dell’auspicata transizione ecologica, elementi di qualificazione del Club alpino italiano. Confido nel nostro aiuto e nella forza del nostro volontariato a servizio della montagna per rafforzare ruolo e presenza operativa del Cai”.

Anche Lorella Franceschini ha espresso tutta la sua soddisfazione per la conferma: “Cercherò di completare questo mio secondo mandato con la stessa passione del primo, e lo spirito di servizio che da sempre contraddistingue il nostro corpo sociale, che vive il volontariato con lo stesso impegno di una professione”.

 

Il Cai contro le limitazioni allo sci alpinismo in Valle d’Aosta

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Il Cai, Club Alpino Italiano esprime la sua perplessità circa l’ordinanza emessa dal Presidente della Regione Valle d’Aosta. Questa ha limitato la possibilità di fare sci alpinismo solo a chi lo fa con accompagnato da una guida alpina.

“A nostro avviso – spiega Vincenzo Torti, presidente del Club alpino italiano – pur rispettandosi le intuibili motivazioni sottese a provvedimenti a tutela della salute pubblica, non si riesce assolutamente a cogliere qualsiasi ragionevolezza nel criterio discriminatorio adottato, peraltro di dubbia utilità per gli stessi professionisti che, notoriamente, non è nell’ambito territoriale che attingono la loro clientela”.

Contro questa ordinanza si erano espresse nei giorni passati anche diverse Guide alpine valdostane.

“Lungi dal sentirsi favorite da questa scelta, non poche Guide alpine e non solo valdostane hanno espresso disagio e disappunto per questo provvedimento che desta un diffuso allarme per quanto potrebbe comportare in tema di libertà di accesso alla montagna. L’auspicio che questa scelta, che si confida venga contenuta nell’attuale previsione temporale, non venga reiterata negli stessi termini: se si teme che un eventuale incidente possa avere ripercussioni su una sanità sottoposta a stress, non è discriminando tra i potenziali frequentatori che si ottiene il risultato di escluderne l’eventualità”.

Si può andare in montagna con il nuovo lockdown? Lo spiega il CAI

La Salle, Enrico Romanzi

Con il nuovo decreto del 3 novembre in vigore da oggi e l’istruzione delle zone gialle, arancio e rosse, potremo ancora andare in montagna?

Ce lo spiega il CAI, Club alpino italiano. La risposta non è una sola ma dipende appunto dallo stato di emergenza nella regione in cui ci troviamo.

Le Regioni Rosse (Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta) sono infatti caratterizzate da uno “scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto”, l’attività motoria è consentita, individualmente, in prossimità della propria abitazione. E’ possibile fare attività sportiva, tra cui è compreso il trekking, all’interno del Comune. Va indossata la mascherina e va mantenuta una distanza di 1 euro dalle altre persone. Nel proprio comune di residenza ci si può spostare solo per lavoro, situazioni di necessità e di salute.

Nelle Regioni Arancioni (Puglia e Sicilia), dove cioè lo scenario è di “elevata gravità e un livello di rischio alto” ci si può spostare al di fuori del proprio comune oltre che per  soliti motivi di lavoro, salute e studio, anche per “per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune”. Secondo il CAI:

“Non essendo sospesa in queste aree l’attività motoria l’attività sportiva (fermo il distanziamento e il divieto di assembramento), si deve ritenere che, nel caso in cui tali attività non possano essere svolte nel proprio Comune (come nel caso dei territori di pianura) lo spostamento all’interno della propria regione, ancorché sconsigliato, sia da considerarsi possibile”.

Nelle Regioni Gialle (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province Autonome di Trento e di Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto) si possono svolgere le attività in montagna, rispettando ovviamente le distanze, evitando assembramenti e utilizzando le mascherine. Non si può ovviamente andare a fare trekking o passeggiate in regioni rosse o arancio.

 

Le raccomandazioni del CAI per andare in montagna in sicurezza

Enrico Romanzi - La Salle

Il Dpcm firmato lo scorso weekend dal premier Antonio Conte ha introdotti alcune limitazioni che tuttavia non ostacolano le attività all’aria aperta in montagna.

Cosa si può fare

  • Le attività all’aria aperta, come il trekking, si possono fare ma bisogna mantenere il distanziamento e devono essere utilizzati i sistemi di protezione di igienizzazione ricordando sempre di evitare assembramenti.
  • Si possono frequentare i rifugi che devono far rispettare il distanziamento interpersonale e le linee guida regionali relative all’accesso, all’utilizzo degli spazi comuni e alla somministrazione di cibi, bevande e alla ristorazione.

Le regole da seguire

  • Mantenere un distanziamento di un metro tra persone non conviventi e il divieto di assembramento.
  • All’aperto l’obbligo della mascherina è escluso solo nei luoghi in cui, per le loro caratteristiche o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
  • E’ necessario mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro in attività motoria e di due metri in attività sportiva.

“La consapevolezza di quanto sia delicato il momento attuale deve indurre ciascuno di noi alla massima prudenza e al costante rispetto di sé e degli altri, accettando limitazioni che comunque non impediscono il protrarsi delle attività in montagna, sia pure a determinate condizioni – spiega il presidente del CAI Vincenzo Torti – Fin dall’inizio della pandemia, il Club alpino italiano ha adottato il criterio dell’attenzione, della rinuncia e del senso di responsabilità e invita a proseguire su questa strada, con l’auspicio che il rispetto delle misure di contenimento del virus possano al più presto dare buoni risultati”.