CAI: manutenzione di 35.000 km di sentieri con il contributo del Ministero del Turismo

Il CAI, Club alpino italiano, ha effettuato la manutenzione di ben 35.000 km di sentieri grazie ai fondi stanziati dal Ministero del Turismo e, ovviamente, all’impegno di numerosi volontari.

Il lavori, essenziali per mantenere sicuri e percorribili vari sentieri di montagna su Alpi e Appennini, sono consistiti nella manutenzione ordinaria e nel ripristino della segnaletica verticale e orizzontale. In totale sono stati stanziati 600mila euro, a favore delle Sezioni del Cai che si occupano della manutenzione dei sentieri, in totale 145 Sezioni di 19 regioni.

«Grazie al costante e straordinario impegno dei nostri volontari, abbiamo messo a valore i fondi straordinari stanziati dal Ministero del Turismo a favore delle attività del Club alpino italiano – ha commentato Antonio Montani, Presidente generale del Cai – Unendo il nostro lavoro a questo contributo, l’associazione ha reso un servizio pubblico, a beneficio dell’intera comunità, che potrà, anche grazie al nostro aiuto, godere della rete sentieristica nazionale».

35.000 km è un numero impressionante ma è solo quello che è stato direttamente gestito grazie a questi fondi ministeriali, in generale si stima che con l’attività diretta della varie sezioni si arrivi ogni anno a una cifra doppia.

Nasce inquota.tv, la piattaforma streaming di Cai e Trento Film Festival

E’ online InQuota, la piattaforma di streaming rivolta agli appassionati di cinema e di montagna. Il canale è nato grazie alla collaborazione tra il Trento Film Festival e il Cai, e proporrà film e documentari chiaramente a tema montagna e outdoor.

In questa prima fase saranno disponibili 20 film, tra cui Dirtbag: The Legend Of Fred Beckey di Dave O’Leske, Manaslu di Gerald Salmina, biografia di Hans Kammerlander e di certo molta curiosità sarà suscitata da Climbing Iran di Francesca Borghetti, il documentario sulla vita di Nasim Eshqi, “collega” della climber iraniana Elnaz Rekabi al centro delle cronache nei giorni passati per essersi presentata in gara senza velo.

«Senza dover cercare, più o meno nascosti tra servizi e abbonamenti diversi, i titoli in tema, gli abbonati a InQuota potranno ora trovare su un’unica piattaforma il meglio del cinema di montagna, natura e avventura», ha commentato Sergio Fant,  curatore dei contenuti della piattaforma.

Inquota.tv costerà 50 euro all’anno: chi era già iscritto alla piattaforma che supportava le passate edizioni del Trento Film Festival ha diritto a 10 euro di sconto, mentre per i soci CAI è previsto un ulteriore sconto e potranno acquistare l’abbonamento a 30 euro.

Si chiude Climbing for climate organizzato dal CAI con le Università italiane

Con l’inizio di ottobre si chiude la quarta edizione di Climbing for Climate, serie di appuntamenti in montagna organizzati dalla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) e dal Club alpino italiano (Cai).

L’obiettivo del progetto è la sensibilizzazione circa gli effetti dei cambiamenti climatici attraverso azioni simboliche, ovvero con trekking ed escursioni in quota, in particolare nelle aree protette e dove gli effetti del surriscaldamento sono più evidenti.

Ad aderire all’iniziativa sono stati 43 Atenei in tutta Italia che hanno organizzato 25 iniziative in 16 Regioni coinvolgendo 1300 persone, tra studenti, docenti e ricercatori oltre a rappresentanti del CAI e giornalisti.

“È crescente il numero degli atenei che partecipano a questa campagna, divenuta ormai, dopo quattro anni di implementazione, l’iniziativa di sensibilizzazione più importante svolta dalle università italiane della RUS, insieme al Club Alpino Italiano, verso la grave crisi climatica in atto – ha commentato Patrizia Lombardi, Presidente della RUS e Vice-rettrice per il campus e comunità sostenibili del Politecnico di Torino – Le università sono attori importanti della transizione ecologica e svolgono un ruolo chiave nell’azione di contrasto alla perdita di biodiversità che interessa tutti i territori e le comunità locali, grazie al perseguimento responsabile delle loro missioni, di educazione, ricerca e condivisione della conoscenza”.

Lungo l’elenco delle uscite che hanno toccato località lungo tutto lo stivale: Monte Focalone, Majella – Cava de’ Tirreni, Bretella sentiero Italia con Acquedotto romano, Acquedotto medievale, Sorgente Travettenara – Valle delle Ferriere, Amalfi – Massiccio del Matese – Riserva Naturale Orientata Guadine Pradaccio – Riserva Naturale Salse di Nirano – “Rifugio Fratelli Grego, Località Sella Sompdogna – Enoteca Macoratti, Tarvisio – Palazzo Veneziano, Malborghetto” – “Cassino, Monumento Naturale di Montecassino, Parco Regionale “”Monti Aurunci” – Gaeta, Monumento Naturale di Monte Orlando, Parco Regionale “Riviera di Ulisse” – Tagliacozzo, piazza Obelisco – Capo Noli – Val Martello, Bolzano – Viale del Santuario, Varese – Comprensorio Pontedilegno-Tonale – Lago del Miage e Col des Flameaux, Monte Bianco – Monte Conero – Monte Scorzone, Parco dell’Alta Murgia – Giampilieri (Messina) – Riserva Naturale “Grotta di Entella”, Contessa Entellina – S. Maria La Vetere (Milittello in Val di Catania) – Bagno a Ripoli/Grassina – Siena – Monti Pisani – Bergstation Grawand, Schnalstaler Gletscherbahnen, Funivia Ghiacciai Senales, Croda delle Cornacchie – Perugia – Rifugio Galassi.

“La quarta edizione di Climbing for Climate unisce ancora una volta il mondo delle università e coloro che amano la montagna, come i soci del Club alpino italiano. La lotta e la sensibilizzazione contro gli effetti del cambiamento climatico che colpiscono i nostri ghiacciai, rappresenta uno degli obiettivi di questa presidenza del Club alpino italiano. Più in generale, si può dire che la protezione ambientale rappresenta la priorità del Sodalizio. Se siamo amanti della montagna abbiamo il dovere morale di fare tutto il possibile per invertire la tendenza”, afferma il Presidente generale del Cai Antonio Montani.

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Crisi idrica: il CAI stanzia 300.000 euro per aiutare i rifugi

Anche i rifugi di montagna stanno soffrendo per l’attuale crisi idrica.
Tutti siamo ormai consci del fatto che l’inverno con pochissima neve e, in generale, i mesi interi con scarse precipitazioni stiano creando forti carenze d’acqua nel nord Italia. In pochi però immaginano che anche i rifugi in quota stiano attraversando delle difficoltà.

Al fine di permettere ai rifugisti di meglio affrontare la generale contrazione delle riserve idriche in quota è stato lanciato il “Bando approvvigionamento acqua e contenimento consumi idrici nei rifugi del Cai”, approvato dal Comitato direttivo del Club Alpino Italiano che ha stanziato 300.000 euro (massimo 10000 a rifugio e 50000 a sezione).

Questo è rivolto alle Sezioni del Cai proprietarie di rifugi che non sono allacciati agli acquedotti pubblici e copre le spese sostenute tra gennaio e ottobre 2022 finalizzate alla manutenzione dei sistemi di approvvigionamento e accumulo idrico, e alla riduzione dei consumi di acqua.

«Siamo di fronte a una situazione climatica ormai diventata strutturale, e non più eccezionale. Con questo bando intendiamo supportare le nostre Sezioni e i rifugisti per evitare il più possibile il rischio di chiusure anticipate causate dalla scarsità idrica, pensando anche agli anni a venire – ha spiegato Antonio Montani, presidente del Cai – I nostri rifugi devono poter continuare a svolgere la propria funzione di presidio della montagna, senza dimenticare il ruolo che rivestono sul tema sicurezza: i rifugisti danno abitualmente consigli sulle condizioni di sentieri e vie di salite e sulla situazione meteorologica, e i rifugi in molti casi fungono da base per eventuali operazioni di soccorso. Il nostro bando vuole inoltre sostenere chi ha scelto di lavorare sulle Terre alte con iniziative imprenditoriali caratterizzate da una forte motivazione alla vita in montagna, nel rispetto della sua natura, della sua storia e della sua cultura».

Le richieste per i contributi devono essere presentate entro il 31 ottobre 2022, il bando e i moduli si trovano su www.cai.it.

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CAI, consiglio straordinario a Cortina: preoccupa l’impatto ambientale dei Giochi

Il CAI, Club Alpino Italiano, si riunirà a Cortina d’Ampezzo il 10 luglio per un consiglio straordinario. Oggetto dell’incontro: concretizzare il proprio impegno per la tutela dell’ambiente in vista di Milano-Cortina 2026.

L’intenzione del CAI è quello di avere una presenza attiva sui territori e, nel caso specifico, si discuterà dell’impatto ambientale relativo alle opere per i Giochi. In generale preoccupa la mancanza di una Valutazione Ambientale Strategica a livello nazionale per le opere che saranno realizzate per l’appuntamento olimpico e in particolare due strutture che, secondo quanto spiega il CAI in una nota, “rischiano di diventare cattedrali nel deserto (pista da bob e villaggio olimpico a Cortina, palazzo di pattinaggio di Baselga di Pinè) e per la realizzazione di nuove grandi strade a Cortina, nel Cadore, in Valtellina e in Alto Adige”.

Manuale per Giovani Stambecchi, il libro Cai per l’approccio alla montagna

E’ uscito questa primavera in tutte le librerie “Manuale per Giovani Stambecchi” (256 pagine, 15,90 euro) il libro di Irene Borgna che fa parte della collana di narrativa di Salani e Cai “I caprioli” dedicata ai ragazzi.

Il libro pensato come strumento oltre che come stimolo per i piccoli trekker che passo dopo passo cresceranno come escursionisti curiosi e responsabili.

Ad accompagnare la lettura ci sono le illustrazioni di Agnese Blasetti che facilitano l’approccio ai capisaldi dell’escursionismo che qui vengono affrontati . Da come si fa lo zaino, alle scarpe adatte a come si legge una mappa e la bussola fino al riconoscimento delle tracce degli animali.

“Ho provato a fornire poche coordinate di base, sufficienti per muoversi sui sentieri in modo sensato e senza commettere imprudenze, spronando così i lettori e le lettrici a mettersi alla prova: un manuale infatti è nulla senza esperienza  – ha spiegato Irene Borgna – Ho poi riportato, in una sorta di Enciclopedia degli errori, alcuni dei guai combinati in montagna da me e dai miei amici, per inesperienza e dabbenaggine. Le disavventure degli altri possono infatti essere molto istruttive”.

 

In Cammino nei Parchi torna il 12 giugno, decine di escursioni su Alpi e Appennini

In Cammino nei Parchi torna il 12 giugno 2022. L’inziatica, promossa dal Cai con Federparchi, consiste nell’organizzazione di numerose escursioni nelle aree protette di tutta Italia.

Si tratta di una giornata che ho lo scopo di promuovere l’escursionismo naturalistico e culturale, dalle Alpi fino all’Appennino calabrese oltre che di sensibilizzare circa l’importanza della conservazione del territorio e della natura. Un’esperienza che richiama ogni anno numerosi appassionati di trekking e che quest’anno ha un valore aggiunto, visto che si festeggiano i 100 anni dei primi due Parchi Nazionali italiani, ovvero quello del Gran Paradiso e quello d’Abruzzo Lazio e Molise.

“La frequentazione lenta di un’Area protetta è il modo migliore per conoscere il capitale naturale e culturale che custodisce, diventando consapevoli del suo valore senza intaccarlo – ha commentato Antonio Montani, Presidente del Cai – Valorizzare questo capitale puntando su una forma di turismo sostenibile è il pilastro per promuovere un’economia diffusa che permetta il miglioramento della qualità della vita delle popolazioni che vivono nelle Terre alte, contrastando così lo spopolamento”.

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Antonio Montani è il nuovo presidente del CAI

Antonio Montani è il nuovo Presidente generale del CAI (Club alpino italiano). Montani è stato eletto nell’Assemblea dei delegati che si è tenuta a Bormio e sarà in carica per il triennio 2022-2025.
Montani, classe 1972 Socio della Sezione di Pallanza (Verbania), ha ottenuto la carica con 452 voti contro i 445 di Francesco Carrer.

«Questo risultato è per me il coronamento di un percorso fatto di tanti anni di lavoro, iniziati da Presidente di Sezione sino ad arrivare, da Vicepresidente generale, a coordinare il grande progetto di rilancio del Sentiero Italia CAI –  ha spiegato il nuovo presidente – Ringrazio le Delegate e i Delegati per la fiducia accordatami, la condivisione delle scelte strategiche è alla base del mio programma di lavoro, in particolare sui giovani, l’alpinismo, la sentieristica e i nuovi linguaggi di comunicazione. Il Cai può dare un contributo allo sviluppo della montagna con un turismo ispirato ai principi della sostenibilità e dell’etica».

Nell’occasione è stata anche eletta Laura Colombo come uno dei tre vice presidenti.

Firmata la convenzione tra Comando Truppe Alpine e CAI

Il CAI (Club Alpino Italiano) e COMALP (Comando delle Truppe Alpine) hanno firmato una convenzione finalizzata alla formazione e alla prevenzione, nonché alla sperimentazione di materiali e allo studio e alla divulgazione di conoscenze tecniche, scientifiche e didattiche legate all’ambiente montano e alle pratiche sportive in ambiente alpino.

Parliamo quindi di alpinismo e sci alpinismo, soccorso alpino, neve, meteorologia e valanghe.
A firmare la convenzione sono stati il Generale di Corpo d’Armata Ignazio Gamba, Comandante delle Truppe Alpine, e, Vincenzo Torti, Presidente generale del Cai. L’obiettivo comune è quello di cooperare al fine di migliorare ricerca e sperimentazione dei materiali sviluppando un percorso condiviso che coinvolga esponenti di entrambi i sodalizi.

«Il rinnovato accordo tra Cai e Truppe alpine riprende un percorso che, già tracciato nel tempo, guarda a un immediato futuro di collaborazione sempre più incisiva e diffusa nei territori montani, nella comune visione del rispetto per l’ambiente e dell’impegno nella serietà per una formazione condivisa e di valorizzazione reciproca di capacità ed esperienze», ha spiegato Torti.

Il Comando Truppe Alpine dell’Esercito metterà a disposizione le infrastrutture di proprietà situata in montagna al Passo del Tonale (Brecia), Tai di Cadore (Belluno), Corvara (Bolzano), Bousson (Torina), Courmayeur e La Thuile (Aosta).

«La convenzione è un prezioso strumento che consente, in uno scambio biunivoco, il travaso di esperienze e professionalità tra due Enti che, con finalità diverse, hanno nell’ambiente montano il proprio terreno di elezione. – ha dichiarato il Comandante delle Truppe Alpine, Gen. C.A. Ignazio Gamba – Il riconoscimento reciproco, nei vari gradi, dei titoli di Istruttore nell’ambito alpinistico e scialpinistico, sono la riprova delle assolute eccellenze dei componenti delle due Organizzazioni».

Cai e Ministero Turismo: firmato protocollo per valorizzazione sentieri escursionistici e alpinistici

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Il Ministero del turismo e il Cai hanno firmato nella giornata di ieri un protocollo che prevede azioni congiunte per la valorizzazione dei sentieri e dei percorsi escursionistici e alpinistici.

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia e il Presidente del Club alpino italiano Vincenzo Torti, alla presenza di Manuela di Centa, consigliere del ministro e di una delegazione del Cai, è avvenuta la firma che per un’intesa che avrà come obiettivi principali il Sentiero Italia CAI, la Via italiana dei Rochers al Monte Bianco e il completamento del Catasto Nazionale dei Sentieri. A tal fine sarà anche costituito un Comitato formato da 3 esponenti di nomina ministeriale e 3 scelti dal Cai.

“Il protocollo che abbiamo sottoscritto con il ministro Garavaglia rappresenta un punto di partenza per una collaborazione avente elevatissime potenzialità di corretta valorizzazione della montagna, nell’epoca, che si apre ora, della transizione ecologica – ha spiegato Torti – I temi oggetto del protocollo attengono ambiti di attività che il volontariato del Cai considera prioritari e che, negli auspici, potranno condurre ad una sempre maggiore affermazione di un escursionismo attento e di scoperta, e di un alpinismo, che recuperi l’accesso di una storica via al Monte Bianco quale è quella dei Rochers. Confido che il neonato Ministero del Turismo possa cogliere e condividere con noi tutte queste potenzialità”..

Particolare enfasi è stata posta sul Sentiero Italia CAI, un itinerario di 7200 chilometri che percorre le montagne italiane da Santa Teresa Gallura in Sardegna fino a Muggia, in provincia di Trieste. Qello che ci si propone di fare è  favorire la realizzazione di una serie di punti di accoglienza per i camminatori che si cimentano in questo cammino in mondo da valorizzare il percorso in sé, promuoverne la frequentazione valorizzando di conseguenza varie zone di montagna in tutte le regioni d’Italia.