Crisi idrica: il CAI stanzia 300.000 euro per aiutare i rifugi

Anche i rifugi di montagna stanno soffrendo per l’attuale crisi idrica.
Tutti siamo ormai consci del fatto che l’inverno con pochissima neve e, in generale, i mesi interi con scarse precipitazioni stiano creando forti carenze d’acqua nel nord Italia. In pochi però immaginano che anche i rifugi in quota stiano attraversando delle difficoltà.

Al fine di permettere ai rifugisti di meglio affrontare la generale contrazione delle riserve idriche in quota è stato lanciato il “Bando approvvigionamento acqua e contenimento consumi idrici nei rifugi del Cai”, approvato dal Comitato direttivo del Club Alpino Italiano che ha stanziato 300.000 euro (massimo 10000 a rifugio e 50000 a sezione).

Questo è rivolto alle Sezioni del Cai proprietarie di rifugi che non sono allacciati agli acquedotti pubblici e copre le spese sostenute tra gennaio e ottobre 2022 finalizzate alla manutenzione dei sistemi di approvvigionamento e accumulo idrico, e alla riduzione dei consumi di acqua.

«Siamo di fronte a una situazione climatica ormai diventata strutturale, e non più eccezionale. Con questo bando intendiamo supportare le nostre Sezioni e i rifugisti per evitare il più possibile il rischio di chiusure anticipate causate dalla scarsità idrica, pensando anche agli anni a venire – ha spiegato Antonio Montani, presidente del Cai – I nostri rifugi devono poter continuare a svolgere la propria funzione di presidio della montagna, senza dimenticare il ruolo che rivestono sul tema sicurezza: i rifugisti danno abitualmente consigli sulle condizioni di sentieri e vie di salite e sulla situazione meteorologica, e i rifugi in molti casi fungono da base per eventuali operazioni di soccorso. Il nostro bando vuole inoltre sostenere chi ha scelto di lavorare sulle Terre alte con iniziative imprenditoriali caratterizzate da una forte motivazione alla vita in montagna, nel rispetto della sua natura, della sua storia e della sua cultura».

Le richieste per i contributi devono essere presentate entro il 31 ottobre 2022, il bando e i moduli si trovano su www.cai.it.

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CAI, consiglio straordinario a Cortina: preoccupa l’impatto ambientale dei Giochi

Il CAI, Club Alpino Italiano, si riunirà a Cortina d’Ampezzo il 10 luglio per un consiglio straordinario. Oggetto dell’incontro: concretizzare il proprio impegno per la tutela dell’ambiente in vista di Milano-Cortina 2026.

L’intenzione del CAI è quello di avere una presenza attiva sui territori e, nel caso specifico, si discuterà dell’impatto ambientale relativo alle opere per i Giochi. In generale preoccupa la mancanza di una Valutazione Ambientale Strategica a livello nazionale per le opere che saranno realizzate per l’appuntamento olimpico e in particolare due strutture che, secondo quanto spiega il CAI in una nota, “rischiano di diventare cattedrali nel deserto (pista da bob e villaggio olimpico a Cortina, palazzo di pattinaggio di Baselga di Pinè) e per la realizzazione di nuove grandi strade a Cortina, nel Cadore, in Valtellina e in Alto Adige”.

Manuale per Giovani Stambecchi, il libro Cai per l’approccio alla montagna

E’ uscito questa primavera in tutte le librerie “Manuale per Giovani Stambecchi” (256 pagine, 15,90 euro) il libro di Irene Borgna che fa parte della collana di narrativa di Salani e Cai “I caprioli” dedicata ai ragazzi.

Il libro pensato come strumento oltre che come stimolo per i piccoli trekker che passo dopo passo cresceranno come escursionisti curiosi e responsabili.

Ad accompagnare la lettura ci sono le illustrazioni di Agnese Blasetti che facilitano l’approccio ai capisaldi dell’escursionismo che qui vengono affrontati . Da come si fa lo zaino, alle scarpe adatte a come si legge una mappa e la bussola fino al riconoscimento delle tracce degli animali.

“Ho provato a fornire poche coordinate di base, sufficienti per muoversi sui sentieri in modo sensato e senza commettere imprudenze, spronando così i lettori e le lettrici a mettersi alla prova: un manuale infatti è nulla senza esperienza  – ha spiegato Irene Borgna – Ho poi riportato, in una sorta di Enciclopedia degli errori, alcuni dei guai combinati in montagna da me e dai miei amici, per inesperienza e dabbenaggine. Le disavventure degli altri possono infatti essere molto istruttive”.

 

In Cammino nei Parchi torna il 12 giugno, decine di escursioni su Alpi e Appennini

In Cammino nei Parchi torna il 12 giugno 2022. L’inziatica, promossa dal Cai con Federparchi, consiste nell’organizzazione di numerose escursioni nelle aree protette di tutta Italia.

Si tratta di una giornata che ho lo scopo di promuovere l’escursionismo naturalistico e culturale, dalle Alpi fino all’Appennino calabrese oltre che di sensibilizzare circa l’importanza della conservazione del territorio e della natura. Un’esperienza che richiama ogni anno numerosi appassionati di trekking e che quest’anno ha un valore aggiunto, visto che si festeggiano i 100 anni dei primi due Parchi Nazionali italiani, ovvero quello del Gran Paradiso e quello d’Abruzzo Lazio e Molise.

“La frequentazione lenta di un’Area protetta è il modo migliore per conoscere il capitale naturale e culturale che custodisce, diventando consapevoli del suo valore senza intaccarlo – ha commentato Antonio Montani, Presidente del Cai – Valorizzare questo capitale puntando su una forma di turismo sostenibile è il pilastro per promuovere un’economia diffusa che permetta il miglioramento della qualità della vita delle popolazioni che vivono nelle Terre alte, contrastando così lo spopolamento”.

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Antonio Montani è il nuovo presidente del CAI

Antonio Montani è il nuovo Presidente generale del CAI (Club alpino italiano). Montani è stato eletto nell’Assemblea dei delegati che si è tenuta a Bormio e sarà in carica per il triennio 2022-2025.
Montani, classe 1972 Socio della Sezione di Pallanza (Verbania), ha ottenuto la carica con 452 voti contro i 445 di Francesco Carrer.

«Questo risultato è per me il coronamento di un percorso fatto di tanti anni di lavoro, iniziati da Presidente di Sezione sino ad arrivare, da Vicepresidente generale, a coordinare il grande progetto di rilancio del Sentiero Italia CAI –  ha spiegato il nuovo presidente – Ringrazio le Delegate e i Delegati per la fiducia accordatami, la condivisione delle scelte strategiche è alla base del mio programma di lavoro, in particolare sui giovani, l’alpinismo, la sentieristica e i nuovi linguaggi di comunicazione. Il Cai può dare un contributo allo sviluppo della montagna con un turismo ispirato ai principi della sostenibilità e dell’etica».

Nell’occasione è stata anche eletta Laura Colombo come uno dei tre vice presidenti.

Firmata la convenzione tra Comando Truppe Alpine e CAI

Il CAI (Club Alpino Italiano) e COMALP (Comando delle Truppe Alpine) hanno firmato una convenzione finalizzata alla formazione e alla prevenzione, nonché alla sperimentazione di materiali e allo studio e alla divulgazione di conoscenze tecniche, scientifiche e didattiche legate all’ambiente montano e alle pratiche sportive in ambiente alpino.

Parliamo quindi di alpinismo e sci alpinismo, soccorso alpino, neve, meteorologia e valanghe.
A firmare la convenzione sono stati il Generale di Corpo d’Armata Ignazio Gamba, Comandante delle Truppe Alpine, e, Vincenzo Torti, Presidente generale del Cai. L’obiettivo comune è quello di cooperare al fine di migliorare ricerca e sperimentazione dei materiali sviluppando un percorso condiviso che coinvolga esponenti di entrambi i sodalizi.

«Il rinnovato accordo tra Cai e Truppe alpine riprende un percorso che, già tracciato nel tempo, guarda a un immediato futuro di collaborazione sempre più incisiva e diffusa nei territori montani, nella comune visione del rispetto per l’ambiente e dell’impegno nella serietà per una formazione condivisa e di valorizzazione reciproca di capacità ed esperienze», ha spiegato Torti.

Il Comando Truppe Alpine dell’Esercito metterà a disposizione le infrastrutture di proprietà situata in montagna al Passo del Tonale (Brecia), Tai di Cadore (Belluno), Corvara (Bolzano), Bousson (Torina), Courmayeur e La Thuile (Aosta).

«La convenzione è un prezioso strumento che consente, in uno scambio biunivoco, il travaso di esperienze e professionalità tra due Enti che, con finalità diverse, hanno nell’ambiente montano il proprio terreno di elezione. – ha dichiarato il Comandante delle Truppe Alpine, Gen. C.A. Ignazio Gamba – Il riconoscimento reciproco, nei vari gradi, dei titoli di Istruttore nell’ambito alpinistico e scialpinistico, sono la riprova delle assolute eccellenze dei componenti delle due Organizzazioni».

Cai e Ministero Turismo: firmato protocollo per valorizzazione sentieri escursionistici e alpinistici

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Il Ministero del turismo e il Cai hanno firmato nella giornata di ieri un protocollo che prevede azioni congiunte per la valorizzazione dei sentieri e dei percorsi escursionistici e alpinistici.

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia e il Presidente del Club alpino italiano Vincenzo Torti, alla presenza di Manuela di Centa, consigliere del ministro e di una delegazione del Cai, è avvenuta la firma che per un’intesa che avrà come obiettivi principali il Sentiero Italia CAI, la Via italiana dei Rochers al Monte Bianco e il completamento del Catasto Nazionale dei Sentieri. A tal fine sarà anche costituito un Comitato formato da 3 esponenti di nomina ministeriale e 3 scelti dal Cai.

“Il protocollo che abbiamo sottoscritto con il ministro Garavaglia rappresenta un punto di partenza per una collaborazione avente elevatissime potenzialità di corretta valorizzazione della montagna, nell’epoca, che si apre ora, della transizione ecologica – ha spiegato Torti – I temi oggetto del protocollo attengono ambiti di attività che il volontariato del Cai considera prioritari e che, negli auspici, potranno condurre ad una sempre maggiore affermazione di un escursionismo attento e di scoperta, e di un alpinismo, che recuperi l’accesso di una storica via al Monte Bianco quale è quella dei Rochers. Confido che il neonato Ministero del Turismo possa cogliere e condividere con noi tutte queste potenzialità”..

Particolare enfasi è stata posta sul Sentiero Italia CAI, un itinerario di 7200 chilometri che percorre le montagne italiane da Santa Teresa Gallura in Sardegna fino a Muggia, in provincia di Trieste. Qello che ci si propone di fare è  favorire la realizzazione di una serie di punti di accoglienza per i camminatori che si cimentano in questo cammino in mondo da valorizzare il percorso in sé, promuoverne la frequentazione valorizzando di conseguenza varie zone di montagna in tutte le regioni d’Italia.

 

Francesco Carrer eletto a vicepresidente del CAI

Francesco Carrer è stato eletto vicepresidente del Cai. L’elezione è avvenuta nel corso dell’Assemblea dei Delegati 2021 del Club alpino italiano, che si è tenuto per la prima volta da remoto, e che ha visto l’elezione di due Vicepresidenti generali. Oltre a Carrer, è stata confermata  Lorella Franceschini, al secondo mandato,

Il veneziano Francesco Carrer, già  presidente della sezione veneta del Cai Veneto e coordinatore del Gruppo di lavoro Cai-Scuola, prende il testimone da Erminio Quartiani che al termine di due mandati non era più eleggibile. Il terzo vicepresidente generale attualmente in carica è il Antonio Montani.

“Sono molto onorato dalla fiducia ricevuta dai delegati delle Sezioni del Club alpino italiano che hanno voluto affidarmi la carica di Vicepresidente generale, una grande responsabilità che richiede grandi competenze e capacità – ha spiegato Francesco Carrer – Per affrontare al meglio le incombenze del mandato e avvertendo tutto il peso di questo nuovo zaino, mi appello allo spirito di solidarietà e di sostegno reciproco che costituiscono la più autentica forza della nostra associazione. Negli ultimi mesi abbiamo attraversato tempi difficili, senza precedenti nella memoria e nell’esperienza diretta. Ma proprio le emergenze vissute hanno posto al centro delle priorità future dell’intera società comunitaria la questione ecologica, l’importanza dell’ambiente con l’adozione di stili di vita corretti, la strategicità di attenzioni concrete ai bisogni della next generation. Questi saranno i settori su cui si andrà ad investire». Carrer conclude augurandosi che «giovani e tutela dell’ambiente, ideali e valori, formazione e solidarietà, i nostri tradizionali assi trainanti, possano diventare, nell’ambito dell’auspicata transizione ecologica, elementi di qualificazione del Club alpino italiano. Confido nel nostro aiuto e nella forza del nostro volontariato a servizio della montagna per rafforzare ruolo e presenza operativa del Cai”.

Anche Lorella Franceschini ha espresso tutta la sua soddisfazione per la conferma: “Cercherò di completare questo mio secondo mandato con la stessa passione del primo, e lo spirito di servizio che da sempre contraddistingue il nostro corpo sociale, che vive il volontariato con lo stesso impegno di una professione”.

 

Il Cai contro le limitazioni allo sci alpinismo in Valle d’Aosta

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Il Cai, Club Alpino Italiano esprime la sua perplessità circa l’ordinanza emessa dal Presidente della Regione Valle d’Aosta. Questa ha limitato la possibilità di fare sci alpinismo solo a chi lo fa con accompagnato da una guida alpina.

“A nostro avviso – spiega Vincenzo Torti, presidente del Club alpino italiano – pur rispettandosi le intuibili motivazioni sottese a provvedimenti a tutela della salute pubblica, non si riesce assolutamente a cogliere qualsiasi ragionevolezza nel criterio discriminatorio adottato, peraltro di dubbia utilità per gli stessi professionisti che, notoriamente, non è nell’ambito territoriale che attingono la loro clientela”.

Contro questa ordinanza si erano espresse nei giorni passati anche diverse Guide alpine valdostane.

“Lungi dal sentirsi favorite da questa scelta, non poche Guide alpine e non solo valdostane hanno espresso disagio e disappunto per questo provvedimento che desta un diffuso allarme per quanto potrebbe comportare in tema di libertà di accesso alla montagna. L’auspicio che questa scelta, che si confida venga contenuta nell’attuale previsione temporale, non venga reiterata negli stessi termini: se si teme che un eventuale incidente possa avere ripercussioni su una sanità sottoposta a stress, non è discriminando tra i potenziali frequentatori che si ottiene il risultato di escluderne l’eventualità”.

Si può andare in montagna con il nuovo lockdown? Lo spiega il CAI

La Salle, Enrico Romanzi

Con il nuovo decreto del 3 novembre in vigore da oggi e l’istruzione delle zone gialle, arancio e rosse, potremo ancora andare in montagna?

Ce lo spiega il CAI, Club alpino italiano. La risposta non è una sola ma dipende appunto dallo stato di emergenza nella regione in cui ci troviamo.

Le Regioni Rosse (Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta) sono infatti caratterizzate da uno “scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto”, l’attività motoria è consentita, individualmente, in prossimità della propria abitazione. E’ possibile fare attività sportiva, tra cui è compreso il trekking, all’interno del Comune. Va indossata la mascherina e va mantenuta una distanza di 1 euro dalle altre persone. Nel proprio comune di residenza ci si può spostare solo per lavoro, situazioni di necessità e di salute.

Nelle Regioni Arancioni (Puglia e Sicilia), dove cioè lo scenario è di “elevata gravità e un livello di rischio alto” ci si può spostare al di fuori del proprio comune oltre che per  soliti motivi di lavoro, salute e studio, anche per “per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune”. Secondo il CAI:

“Non essendo sospesa in queste aree l’attività motoria l’attività sportiva (fermo il distanziamento e il divieto di assembramento), si deve ritenere che, nel caso in cui tali attività non possano essere svolte nel proprio Comune (come nel caso dei territori di pianura) lo spostamento all’interno della propria regione, ancorché sconsigliato, sia da considerarsi possibile”.

Nelle Regioni Gialle (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province Autonome di Trento e di Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto) si possono svolgere le attività in montagna, rispettando ovviamente le distanze, evitando assembramenti e utilizzando le mascherine. Non si può ovviamente andare a fare trekking o passeggiate in regioni rosse o arancio.