Ghiacciai del Gran Paradiso in sofferenza, l’ultima tappa della “Carovana” di Legambiente

Sergio Cerrato pixabay, Gran Paradiso

Si è conclusa con il ghiacciaio, o meglio, i ghiacciai, visto che sono una novantina, del Gran Paradiso l’iniziativa di sensibilizzazione e monitoraggio targata Legambiente. La Carovana dei Ghiacciai, questo il nome dell’iniziativa realizzata in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano, ha permesso di registrare alcuni dati circa l’arretramento delle masse glaciali sulle nostre montagne.

In particolare, i ghiacciai nel Parco Nazionale del Gran Paradiso si sono ridotti del 65% negli ultimi due secoli, ovvero dalla fine della piccola era glaciale dell’XIX secolo e sono passati da una superficie di 88 chilometri quadrati a meno di 30.

“Nel 2021 sono stati monitorati il Ghiacciaio della Capra, nel versante piemontese, e i tre principali ghiacciai della Valnontey in Valle d’Aosta ovvero Tribolazione, Grand Croux e Money – si legge nel rapporto che è stato presentato al Forte di Bardatevi – il ghiacciaio della Capra ha registrato nel 2018 il collasso di una grotta glaciale che ha determinato un arretramento dello stesso di ben 110 metri; il fronte del Ghiacciaio della Tribolazione si è ritirato di 1.830 metri ed innalzato di 870 metri di quota, quello del Ghiacciaio di Grand Croux si è ritirato di due chilometri ed innalzato di 670 metri di dislivello, quello del Ghiacciaio di Money si è ritirato di 1.500 metri ed innalzato di 650 metri”.

 

COURMAYEUR – I ghiacciai della Val Ferret devono essere monitorati, aperti un tavolo di gestione

Venerdì 16 aprile è stato istituito un Tavolo di lavoro sulla gestione delle situazioni di rischio glaciale nella Val Ferret cui partecipa il comune di Courmayeur e la Fondazione Montagna sicura. 

Carlo Marzi, assessore regionale del territorio ha spiegato come con l’arrivo della bella stagione di debba fare un punto sullo stato dei ghiacciai della Val Ferret, in particolare sui ghiacciai di Planpincieux e delle Grandes Jorasses “sorvegliati speciali per il loro comportamento in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici in alta montagna che può interferire in particolare con le attività del fondovalle della Valle Ferret”.

Questi apparati glaciali sono già monitorati con attenzione dai tecnici della Regione Valle d’Aosta e della Fondazione Montagna Sicura che ne valuta l’evoluzione e le eventuali misure per mantenere in sicurezza l’area.

5 webcam per monitorare i ghiacciai dell’Alto Adige

5 webcam puntate su altrettanti ghiacciai dell’Alto Adige per monitorane lo stato e lo scioglimento. L’installazione delle webcam fa parte del progetto Interreg V-A Italia-Austria GLISTT che si propone di monitorare i ghiacciai con metodi di misurazione consolidati abbinati alle “più moderne tecniche di telerilevamento”.

Le webcam sono state installate dall‘Ufficio Idrologia e dighe dell’Agenzia per la Protezione civile e sono posizionate per fotografare il Ghiacciaio di Fontana Bianca in Val d’Ultimo, la Vedretta Lunga in Val Martello, la Vedretta Alta dell’Ortles, il Ghiacciaio di Malavalle in Val Ridanna e la Vedretta occidentale di Ries in Valle di Riva di Tures.

“Obiettivo dei tre partner di progetto, Agenzia provinciale per la Protezione civile, Università di Innsbruck e Eurac, – afferma Roberto Dinale referente di progetto e direttore dell’Ufficio Idrologia e dighe – è quello di rispondere alle molteplici esigenze delle organizzazioni degli utenti nel campo della gestione e dell’utilizzazione delle risorse idriche, della previsione e del management dei rischi naturali, dell’agricoltura e del turismo, nonché dello sviluppo sostenibile offrendo, in tempo quasi reale, prodotti e informazioni facilmente fruibili per i decisori e gli utenti dei settori interessati”.

Per le rilevazioni delle webcam sono state utilizzate fotocamere reflex con obiettivi grandangolari adatti alla ripresa di paesaggi con immagine ad alta risoluzione che saranno aggiornate ogni 10 o 30 minuti.