Forte di Bard finanzia la ricerca sul ghiacciaio di Indren

Il Forte di Bard a sostegno della ricerca sui cambiamenti climatici. Il 10% del ricavato dalla Membership Card Forte di Bard (29 euro per un anno), che permette l’accesso illimitato alle Mostre e i Musei ospitati nel castello valdostano, sarà infatti devoluto a un progetto di ricerca, parte del programma Save the Glacier, che si svolgerà sul ghiacciaio di Indren, sul Monte Rosa.

La ricerca misurerà la riduzione del ghiacciaio attraverso l’analisi delle acque del lago proglaciale che in quella zona è in fase di formazione. Il progetto si concretizzerà nell’estate 2021, è sarà a cura del Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, dell’Unità di Biogeochimica e Suolo dell’Università di Torino e da NatRisk.

Simone Moro tenterà la scalata del Manaslu in invernale

Simone Moro

Simone Moro ha annunciato la sua nuova avventura in Himalaya. L’alpinista bergamasco tenterà la salita invernale del Manaslu che con i suoi 8.163 metri è l’ottava montagna più alta del mondo.

Per Simone Moro questo è il terzo tentativo; i primi, nel 2015 e nel 2018 lo avevano visto in compagnia di Tamara Lunger e di Pemba Gelje Sherpa e non andarono a buon fine perché era caduta in pochi giorni una quantità the di neve da rendere impossibile la scalata.

“Non ho mai amato lasciare progetti aperti e incompiuti. So perdere e accettare le sconfitte, ma non ho mai rinunciato alla motivazione su un progetto fino a quando non è stato chiuso e completato – ha spiegato Simone Moro – Quindi tornerò al Manaslu in inverno per la terza volta, come ho fatto per il Nanga Parbat prima di raggiungerlo. Potrebbe anche essere un altro risultato storico. Per me sarebbe la mia quinta scalata invernale e nessuno ha mai salito così tanti 8000 nella stagione invernale. La via di salita sarà decisa da campo base in modo da valutare attentamente la montagna e le condizioni della neve”.

Questa volta con Simone Moro ci saranno gli spagnoli Alex Txicon e Iñaki Alvarez. I tre alpinisti partiranno il 31 dicembre e il rientro è previsto per la fine di febbraio e i primi giorni di marzo.

Nella sua carriera alpinistica Simone Moro ha effettuato 18 spedizioni invernali in tutto il mondo.  Lui è il solo ad aver raggiunto 4 cime di 8000 metri in completa stagione invernale. Questi sono lo Shisha Pangma 8027 metri nel 2005, il Makalu 8463 metri nel 2009, il Gasherbrum 2 nel 2011 e il Nanga Parbat nel 2016.

 

Lo scarpone Hanwag per il trekking invernale

Con gli impianti da sci chiusi il trekking è verosimilmente uno degli sport che potremo fare in montagna quest’inverno. Se avete paura di avere freddo ai piedi con i vostri scarponcini da trekking che utilizzate normalmente, dovete sapere che esistono calzature da montagna pensate specificamente per il trekking invernale.

L’azienda bavarese Hanwag, per esempio, propone  Banks Winter. Si tratta di uno scarpone leggero, che unisce il massimo del comfort e della sicurezza nell’appoggio a caratteristiche pensate per tenere al caldo i piedi in inverno, come  il rivestimento interno riscaldante in Goretex Partelana. A questo si aggiunge una conformazione particolare della suola con una mescola che non fa scivolare sul ghiaccio, e una tomaia più alta che impedisce l’ingresso della neve.

Caratteristiche tecniche:

Tomaia in pelle nabuk certificata LWG Gold, un marchio che certifica le pelli più pregiate e la loro lavorazione sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Rivestimento interno impermeabile in Gore-Tex Partelana, mantiene i piedi caldi e asciutti anche in caso di pioggia, neve e ghiaccio.

Soletta interna con inserto in alluminio: assicura calore anche con temperature fino a -15° C.

Suola Vibram Icetrek che assicura un grip ottimale anche in condizioni di ghiaccio e gelo.

No allo sci, sarà il Natale di ciaspole e fondo?

la linea del Governo italiano che sarà ufficiale con il prossimo Dpcm che sarà in vigore il prossimo 4 dicembre è quella di non aprire gli impianti sciistici. Un no allo sci alpino che tuttavia potrebbe non voler dire che non si potrà sciare in alcun modo e, soprattutto, che non si potrà fare nessuna attività in montagna durante le Vacanze di Natale.

Le intenzioni del Governo, che in queste ore fa trapelare il no a deroghe per Natale e Capodanno oltre all’ormai praticamente certo no all’apertura di funivie e seggiovie, sono quelle di dare la possibilità alle seconde case. Sempre se si è in una regione Gialla e senza uscire dalla propria regione. Ovviamente se si è in una regione Rossa o Arancione non si può nemmeno uscire dalla propria città.

A questo punto si potrà fare sport individuali all’aria aperta, discipline tra le quali possono ricadere lo sci di fondo, le ciaspole, il trekking, etc.

“Se dovesse arrivare la neve naturale o si sparasse quella artificiale, le piste da fondo potrebbero già riaprire, Il problema è che potrebbero utilizzarle solo gli atleti di interesse nazionale FISI ed i residenti dei comuni in cui le piste si trovano. Noi speriamo nella fine della zona rossa e che si possa tornare a circolare tra comuni e regioni, altrimenti l’utenza sarebbe troppo limitata”, ha spiegato Fabrizio Lombard, Presidente dell’AVEF, Associazione Valdostana Enti Gestori Piste Sci di Fondo attraverso Faceebok.

Allo stesso modo, mantendo le distanze e con le opportune precazioni sarebbe possibile anche fare sci alpinismo, ciaspolate o il normale trekking.

Dani Arnold, una spedizione estrema tra il ghiaccio del Lago Baikal, video

Un spedizione estrema sopra il lago Baikal più profondo del pianeta. Dani Arnold, atleta del Team Pro di Mammut , ha intrapreso questa avventura con  Martin Echser, Fredy Arnold, Thomas Monsorno e Lukas Kusstatscher. L’inverno siberiano ha messo a dura prova la spedizione con condizioni tanto difficili quanto affascinanti e che aveva l’obiettivo – tra gli altri – di aprire nuove vie di arrampicata.

A febbraio le temperature nella zona del Lago Baikal arrivano fino a -35 gradi, motivo per cui quasi nessun atleta aveva provato prima a scalare le cascate di ghiaccio del lago. 

 “In passato, le classiche destinazioni delle spedizioni alpinistiche, come la Patagonia, il Nepal e l’Alaska mi affascinavano molto. Oggi non sono più attratto solo dalle montagne, ma anche dal luogo in cui si trovano, dalle persone e dalla loro cultura – ha spiegato l’alpinista svizzero Dani Arnold – Ovviamente, so di essere un atleta ambizioso, e desidero aprire nuove e difficili vie di arrampicata. Progetti impegnativi come i record di free solo richiedono molte energie, soprattutto mentali, fino al punto di dover modificare il focus degli altri progetti”.

Dopo varie difficoltà date dalle condizioni estreme dell’inverno siberiano “il problema numero uno è stato il freddo, non è mai stato così difficile in nessun altro posto del mondo” e alla scarsa documentazione disponibile sull’area, il luogo giusto per scalare è stato trovato sull’isola di Olkohn. Arnold è riuscito a scalare dieci nuove vie di grado compreso tra WI5 e M8 *, lunghe fino a 40 metri.

La spedizione si è svolta tra il il 31 gennaio e il 12 febbraio 2020 nella Siberia Meridionale. La spedizione è iniziata a Irkutsk e la destinazione della spedizione sono state le scogliere dell’isola di Olkhon, isola centrale del Lago Baikal con montagne che raggiungono i 1.274 metri di altezza.

 

 

Il Parco dello Stelvio arriva in classe con StelvioLAB

Cascate di Saent ph Visual Stories

Se gli studenti non possono più, a causa del blocco delle gite scolastiche, andare al Parco dello Stelvio, allora il Parco dello stelvio va da loro. Si chiama StelvioLAB il progetto sviluppato dal Parco nazionale dello Stelvio trentino e l’Azienda per il turismo della Val di Sole che consiste in una serie di video lezioni per la didattica ambientale.

I filmati sono rivolti agli studenti dagli 11 ai 15 anni e trattano i seguenti temi: acqua, boschi, fauna selvatica, turismo sostenibile.

I docenti troveranno una piattaforma, assolutamente gratuita, con varie video lezioni da proporre ai loro studenti. Si potranno anche prenotare incontri in diretta con gli esperti che sono intervenuti nel video per approfondimenti e curiosità. Gli studenti potranno poi  produrre elaborati e partecipare a un concorso di idee.

Kilian Jornet scende dalle montagne per una 24 ore di corsa

Kilian Jornet ©Vegard_Breie

Kilian Jornet, lo sci alpinista-trial runner più conosciuto di sempre scende dalle montagne per dedicarsi a una challenger di corsa.

L’occasione è il lancio delle nuove scarpe da runnig del suo sponsor Salomon. Kilian Jornet (nella foto ©Vegard Breie) correrà così per 24 ore su una regolamentare pista di atletica da 400 metri a Måndalen, in Norvegia.

“È divertente scoprire le esperienze diverse che posso realizzare, e allenarmi in piano è un buon test e un’opportunità per imparare in termini di nutrizione e ritmo, e poi provare ad applicare questi risultati a diverse attività, come ai progetti di alpinismo”, così Kilian Jornet ha commentato la sua nuova sfida.

La data dell’impresa è ancora da definire perché conteranno molto le condizioni meteo. Si pensa comunque al 21 o al 22 novembre e il tutto potrà essere seguito live su www.Salomon.com/phantasm24.

La sfida si terrà in Norvegia, dove Kilian Jornet vive, un luogo dove la seconda ondata di Covid-19 sta avendo un impatto limitato, in ogni caso in via precauzionale non ci potrà essere pubblico ad assistere all’evento.

Nel 1997 Yiannis Kouros corse 303,506 km in 24 ore, un’impresa titanica che rappresenta il tempo di riferimento.

SVIZZERA – Ursus Wehrli e il foliage come opera d’arte, video

Ursus Wehrli è un artista e comico svizzero la cui specialità è mettere ordine dove c’è disordine. Il suo libro, the Art of Clean Up, raccoglie tutte le sue opere di “riordino” e qui Ursus, igaggiato da Svizzera Turismo mette a posto una situazione caotica per eccellenza: le foglie cadute in autunno. Ne esce un’istallazione di 10 metri quadrati che razionalizza il foliage autunnale mettendone ancora più in risalto i colori.

MARMOLADA – 4500 firme per eliminare i ruderi dei vecchi impianti

La petizione promossa per eliminare i ruderi dei vecchi impianti dalla Marmolada ha collezionato più di 4.500 firme.

“La regina delle Dolomiti versa in una desolante situazione di degrado ed abbandono, a causa dei numerosi vecchi impianti sciistici dismessi, demoliti e poi abbandonati sul posto. Liberare la Marmolada dalle strutture obsolete è l’obiettivo del documento che parte dall’osservazione dei mostri di cemento che deturpano tristemente il paesaggio, una serie di orrori che spogliano di bellezza e naturalità un territorio selvaggio, un territorio che è possibile salvare da nuova speculazione, come minimo chiedendo che venga cancellata l’inutile e deturpante memoria delle antiche strutture”. spiegano i promotori dell’iniziativa Guido Trevisan, del rifugio Pian dei Fiacconi e Franco Tessadri, di Mountain Wilderness.

Il documento oggetto della petizione sarà sottoposto all’Ufficio di presidenza e alla commissione competente della Provincia di Trento che esaminerà la situazione.

 

Festival Cinematografico delle Foreste, in streaming dal 18 al 20 novembre

Appuntamento in streaming sul canale YouTube di Montagna Italia per la terza edizione del Festival Cinematografico delle Foreste.

Il Festival è organizzato da Cinema e Arte e Montagna Italia con il Comune di Bergamo e consiste in un bando cinematografico internazionale rivolto a film e video che riguardano le foreste. Saranno proirttati 23 film che arrivano da 10 nazioni del mondo. 

 “Siamo giunti alla terza edizione del Festival delle Foreste che sancisce il legame con il Comune di Bergamo – spiegato Marzia Marchesi, Assessore al verde pubblico del Comune di Bergamo – Le foreste sono sempre più esposte ai fenomeni climatici estremi causati dal riscaldamento globale. È pertanto sempre più necessario intraprendere una riflessione sulle politiche di gestione forestale e su come realizzare foreste all’interno e attorno ai centri urbani, necessarie per salvaguardare ed accrescere la biodiversità anche in città. Le città, che occupano soltanto il tre per cento della superficie della Terra, consumano oggi il 78 per cento dell’energia utilizzata in tutto il mondo e sono responsabili del 70 per cento delle emissioni di gas a effetto serra. È dunque necessario intervenire in ambito cittadino per attivare cambiamenti benefici non solo per le popolazioni che vivono in contesti urbani, ma anche nella lotta globale al riscaldamento climatico. Un primo passo è quello di diffondere una “cultura verde” e il Festival delle Foreste si muove proprio in questa direzione”.

Il Festival Cinematografico delle Foreste è realizzato in collaborazione con la Provincia di Bergamo, Ersaf e Pefc, con il sostegno di Consiglio Regionale, Fondazione Asm e Camera di Commercio di Bergamo

Qui il progamma del FestivalIl programma del Festival delle Foreste