Giro d’Italia 2021 tutte le tappe di montagna da Campo Felice allo Zoncolan

Passo Sella Foto di IndiraFoto da Pixabay

E’ stato svelato ieri il Giro d’Italia 2021. i migliori ciclisti del mondo si sfideranno su un percorso da 3450 km con partenza da Torino e arrivo a Milano. In mezzo, ovviamente tanta montagna che, come sempre, è decisiva per decretare vincitori e vinti della “Corsa in rosa”.

Si corre dall’8 al 30 maggio 2021 su 21 tappe dal nord al sud Italia e ritorno. La montagna inizia subito dal terzo giorno con la tappa Biella-Canale con le salite del Bric delle Forche (522 m), Castino (540 m) e Manera (625 m). Il giorno successivo ecco la Piacenza – Sestola, con il Castello dei Carpineti (780), il Montemolino (933), il Colle Passerino (1052) che precede l’arrivo a Sestola (1020 m).

Dopo un giorno “tranquillo” l montagna torna nella tappa numero 6 Grotte di Frasassi – Ascoli Piceno con la Forca di Gualdo (1496), Castelluccio (1452), Forca di Presta (1536), quindi Ascoli Piceno e la scalati fino a San Giacomo (1090), Quindi nella tappa 8 ancora un po’ di montagna con Bocca della Selva (1393) punto cruciale della Foggia-Guardia Sanframondi. Dopo Puglia e Campania ecco la tappa abruzzese Castel di Sangro – Campo Felice con il Passo Godi (1556), Forca Caruso (1107), Ovindoli (1378), il passaggio da Rocca di Mezzo e l’arrivo in salita a Campo Felice (1655).

Ancora montagna, ma più soft, si avrà poi nella “tappa del vino” Perugia-Montalcino, mentre più dura sarà la Siena – Bagno di Romagna, 209 km co i Passi della Consuma, della Calla e del Carnaio.

Il primo “tappone alpino” è in programma il 22 maggio con la scalata dello Zoncolan (1730 m) nella tappa Cittadella-Zoncolan. Quindi il 24 maggio, 16 esima tappa, ecco la Sacile – Cortina d’Ampezzo con La Crosetta (1118 m), il Passo Fedaia (2057 m), il Passo Pordoi (2239 m) e il Passo Giau (2233 m). Più soft la tappa Canazei – Sega di Ala, con partenza dalla Val di Fassa e due salite (Passo San Valentino 1315 m) e la salita finale da 148 a 1246 metri.

Ci si sposta quindi sulle Alpi Occidentali con la Abbiategrasso – Alpe di Mera in programma il 28 maggio con il Mottarone (1341 m), la Colma di Varallo (928 m), il passaggio da Scopello e l’Arrivo ai 1531 m dell’Alpe di Mera. Durissima anche l’ultimo tappa di Madesimo prima del gran finale a Milano. La Verbania – Valle Spluga – Alpe Motta con il Passo San Bernardino (2065) e Passo Spluga (2115) poi discesa a Campodolcino (1102 m) e arrivo a 1727 metri sull’Alpe Motta.

 

 

 

Stop alle seconde case in zona arancione scuro e rossa

Nuove regole più restrittive per quanto riguarda le seconde case sono state adottate per combattere il Covid-19. Se nelle ultime settimane le seconde case erano sempre raggiungibili, anche in zona rossa, purché queste fossero state acquistate o affittate prima del 14 gennaio, ora non sarà più così.

Si potrà infatti andare nella seconda casa solo se si è in zona gialla o arancione. Se invece ci si trova o la seconda casa  è in zona arancione scuro o rossa, non ci si può muovere dal proprio comune di residenza – se non per motivi di lavoro e salute – nel primo caso e non ci si può spostare in generale nella seconda.

Considerando, per fare un esempio, che la provincia di Brescia è diventata zona arancione scuro, nei prossimi giorni non si potrà andare nella casa di  montagna e quindi sarà più difficile praticare sport che sono “esplosi” visto lo stop allo sci alpino, come le ciaspole, lo sci di fondo e lo sci alpinismo.

Manaslu, Simone Moro rinuncia “I miei limiti inferiori a quelli di questa montagna”

Simone Moro non scalerà in invernale il Manaslu, con 8.163 metri di quota l’ottava cima dell’Himalaya. Ad annunciarlo è stato lo stesso alpinista bergamasco che da due mesi vive in una tenda ai piedi della montagna nell’attesa di trovare le condizioni meteorologiche giuste per la scalata.

“Oggi finisce la mia spedizione invernale al Manaslu come componente della spedizione di Alex Txicon.
Le condizioni della montagna e meteorologiche anche quest’anno mi inducono a rinunciare.
I miei limiti e le mie capacità sono altamente inferiori a quelle della Montagna che ho incontrato in questi tre inverni.
L’accettazione di questo mi ha permesso fino ad oggi di sopravvivere ai miei sogni e far prevalere la testa al cuore”.

Per Simone Moro è il terzo tentativo senza successo di scalare il Manaslu in inverno dopo quelli del 2015 e del 2019. Alex Txicon rimarrà invece sulla montagna e tenterà la scalata fino all’ultimo giorno disponibile.

“È stato un inizio di anno tragico e difficile per tutto l’alpinismo e anche noi abbiamo dovuto gestire emotivamente il peso di questi lutti di amici e compagni di cordata che dal K2 non sono più tornati. I crepacci che abbiamo incontrato sulla via normale a metà gennaio e la variante nuova che Alex e noi tutti abbiamo aperto ha consumato i giorni più belli e stabili che io abbia mai incontrato in tutte le mie invernali. Purtroppo quando la variante è stata ultimata, l’inverno al Manaslu era tornato quello di sempre, venti fortissimi in quota intervallati da qualche giornata di nubi e nebbie e le solite seppur quest’anno deboli nevicate. Il vento ha strappato dalle creste la neve e l’ha depositata sulla parte medio bassa della montagna e procedere è sempre stata una lotta con sforzi immani per aprirsi la traccia, affondando spesso fino alla pancia, anche con le racchette da neve calzate”.

 

HERO Südtirol Dolomites il 12 giugno 2021 l’11 esima edizione

E’ fissato per il 12 giugno 2021 l’appuntamento con l’undicesima edizione della Bmw HERO Südtirol Dolomites. La gara è tappa del circuito internazionale dUCI Mountain Bike Marathon Series e, oltre alla gara, è l’occasione per una serie di appuntamenti per tutti gli appassionati di ciclismo off road.

La Hero si corre al cospetto delle Dolomiti Patrimonio Unesco ed è una delle maratone di mountain bike più dura al mondo con percorsi da 86 km con 4.500 metri di dislivello, e da 60 km con 3.200 metri di dislivello.
E dal 10 al 13 giugno 2021 si terrà l’Hero Dolomites Bike Festival, quattro giorni di di appuntamenti dedicati a tutti gli appassionati della mountain bike.

Ci saranno così l’Hero Village con gli stand dei brand di settore,  la Hero Women’s Lounge, la Hero Night per finire, il 12 giugno con la premiazione e l’Hero Great Finale. Il 13 giugno poi  ZERO Dolomites chiuderà la lunga serie di appuntamento. Hero Kids è invece un evento nell’evento, una gara non competitiva dedicata ai piccoli biker dai 4 ai 12 anni e si terrà l’11 giugno a Selva di Val Gardena.

Le iscrizioni alla BMW HERO Südtirol Dolomites e alla HERO KIDS sono ancora aperte sul sito www.herodolomites.com

Hervé Barmasse testimonial di Amref in progetti a tema “acqua e salute”

L’alpinista valdostano Hervé Barmasse è il nuovo testimonial dell’ONG Amref Health Africa. L’organizzazione non governativa fin dal 1957 si occupa di garantire l’accesso alla salute e alle cure mediche ai bambini, alle donne e agli uomini che vivono nell’Africa sub sahariana.

Barmasse è stato coinvolto nei progetti di Amref dal velista Giovanni Soldini.

“La mia esperienza di alpinista ed esploratore a stretto contatto con la natura mi ha mostrato come la nostra salute sia legata alla salute del nostro pianeta – ha commentato Hervé Barmasse – Un’emergenza, quella climatica, che ci vede tutti sullo stesso piano ma che penalizza molto di più alcuni popoli, alcune aree del mondo, ad esempio l’Africa. Per questo ho deciso di aiutare Amref e appoggiare la sua missione. Inoltre devo dire grazie anche a Giovanni Soldini che mi ha introdotto in questa nuova avventura”.

Barmasse sarà coinvolto in progetti solidali e di sensibilizzazione, a iniziare dai  temi dell’acqua e della salute, unendo così solidarietà e sensbilizzazione aziendale.

 

Addio a Cesare Maestri, il Ragno delle Dolomiti

Il mondo della montagna e dell’alpinismo piange Cesare Maestri che si è spento all’età di 91 anni. Ad annunciarlo è stato il figlio Gian con un post sui social network che recita: “Questa volta Cesare ha firmato il libro di vetta della scalata sulla sua vita. Un abbraccio forte a chi gli ha voluto bene”.
“Il Ragno delle Dolomiti”, questo il suo soprannome, per le capacità alpinistiche e per le pagine di storia della montagna scritte proprio sui “monti pallidi”.

Cesare Maestri aveva vissuto gran parte della sua vita a Madonna di Campiglio e in carriera si era fatto conoscere per varie imprese tra cui quella di essere tra i primi ad affrontare pareti del sesto grado.

Il suo nome è anche indissolubilmente legato al Cerro Torre, cima conquistata (anche se non da tutti riconosciuta) nel 1959, spedizione in cui scomparse tragicamente Toni Egger.

Al suo attivo ci sono innumerevoli ascensioni, buona parte delle quali in solitaria e diversi libri, da “Lo spigolo dell’infinito” del 1956, continuando con “Arrampicare è il mio mestiere”, “A scuola di roccia”,  “Il Ragno delle Dolomiti”,
“2000 metri della nostra vita”, per finire con “E se la vita continua” del 1996.

PASSO ROMBO – Incendio distrugge il Museo della moto

Oltre 200 motociclette storiche sono andate distrutte nell’incendio che ha distrutto, nella giornata di ieri, il Museo , sul Passo Rombo.

Si tratta del museo della motocicletta alla quota più alta esistente, situato a 2175 metri nel territorio di Hochgurgl, appena prima del confine con l’Alto Adige. Ignote le cause del rogo che comunque non ha provocato feriti.

Il museo, un’esposizione di 3000 metri quadrati, era stato inaugurato nel 2016 ed era in fretta diventato un must tra i tanti motociclisti che frequentano il Passo Rombo. La collezione comprendeva più di 230 moto di oltre 100 produttori di tutto il mondo, comprese le italiane Moto Guzzi, Laverda, MV Agusta, Ducati…

 

A Courmayeur gli Stati Generali Lavoro della Montagna 27/29 gennaio 2021

Eleonora Greco - Courmayeur

Nell’inverno più difficile che la montagna si trova ad affrontare a causa del Covid, con le stazioni sciistiche ferme e grossi limiti agli spostamenti, Courmayeur si appresta ad ospitare gli Stati Generali Lavoro della Montagna. Il meeting ha come obiettivo la creazione di un momento di confronto costruttivo tra chi lavora con e in montagna.

Numerosi gli ospiti che interverranno nei diversi incontri, come Vincenzo Novari, CEO Fondazione Milano Cortina 2026, Anna Ferrino, ad di Ferrino & c. S.p.A, il Ten.Col. Fabiano Gereon del ministero della DIFESA – Capo Sez. Sostegno alla Ricollocazione Professionale, Kristian Ghedina, Brand Ambassador Cortina 2021, Nicola Rosset, Presidente Camera di Commercio Valle d’Aosta, Roberto Zecchino, Vice President Human Resources and Organization Bosch South Europe, l’alpinista Marco Confortola e tanti altri. Gli incontri saranno moderati da Paolo Massobrio.

Il programma degli Stati Generali Lavoro della Montagna, Courmayeur 27/29 gennaio

27 Gennaio

  • Le nuove competenze richieste dal settore
  • Le ricadute occupazionali dei grandi eventi della montagna

28 gennaio

  • Turismo e lavoro: la ricerca del benessere come Drive per lo sviluppo del territorio montano
  • La nuova agricoltura di montagna e la sostenibilità di breve e lungo periodo

29 Gennaio

  • I valori della montagna a supporto dei progetti ad impatto sociale
  • Smart working: la montagna come luogo di lavoro
  • Rilancio del territorio montano: istituzioni a confronto

 

10 alpinisti nepalesi firmano la prima invernale sul K2

E’ stata completata con successo la prima invernale del K2. Sono stati 10 alpinisti nepalesi a scalare, in pieno inverno, la seconda vetta più alta dell’Himalaya, l’unica che ancora non era stata raggiunta nei mesi più freddi.

Gli 8611 metri della vetta del K2 sono stati scalati da Nirmal Purja, Gelje Sherpa, Mingma David Sherpa, Mingma Tenzi Sherpa, Dawa Temba Sherpa, Pem Chhiri Sherpa, Mingma G. Sherpa, Kili Pemba Sherpa, Dawa Tenjing Sherpa e Sona Sherpa.

Tutti hanno fatto già ritorno al campo 4 situato a 7800 metri di quota, superando quindi il tratto più problematico della discesa.

“I Climbers Nepalesi hanno finalmente raggiunto la vetta del Mt. K2 (Chhogori 8611 m), oggi pomeriggio alle 16:58 ora locale. Questa è la prima ascesa invernale della seconda a montagna più alta del mondo e l’unico ottomila rimasto da scalare in inverno. Questo è un traguardo più grande nella storia dell’alpinismo, questo è il buon esempio del lavoro di squadra. Grazie alla montagna per aver concesso questa scalata, se la montagna ti lascia scalare, nessuno ti ferma”, ha scritto Chhang Dawa Sherpa, che si trova al campo base, dando la notizia attraverso la sua pagina Facebook.

Gli alpinisti hanno scalato il tratto finale del K2 in piccoli gruppi per poi aspettarsi 10 metri sotto la vetta e arrivarci insieme. Un gesto che sottolinea l’unità d’intenti del gruppo e il valore che questa impresa ha per tutto il popolo nepalese.

“Sono onorato di poter dire che come squadra abbiamo scalato il maestoso K2 in condizioni invernali estreme – ha spiegato Nirmal Purja, testimonial di Scarpa, uno dei 10 che hanno compiuto l’impresa – Abbiamo deciso di rendere possibile l’impossibile e siamo onorati di condividere questo momento, non solo con la comunità di arrampicatori nepalesi, ma con le comunità di tutto il mondo. Madre natura ha sempre cose più grandi da dire ed è incredibile raggiungere la vetta ed essere testimoni della pura forza delle sue estremità. Siamo orgogliosi di essere stati parte della storia per l’umanità e di mostrare che la collaborazione, il lavoro di squadra e un atteggiamento mentale positivo possono spingere i limiti di quello che sentiamo potrebbe essere possibile. Grazie per il supporto che abbiamo ricevuto da persone in tutto il mondo, ci ha dato fuoco nel petto per rendere questo obiettivo una realtà”.