LA THUILE – Un bivacco sul Rutor intitolato a Edoardo Camardella

Il Comune di La Thuile realizzerà un bivacco sul ghiacciaio del Rutor che sarà dedicato a Edoardo Camardella. Camardella era una giovane maestro di sci e alpinista tragicamente scomparso travolto da una valanga il 30 novembre del 2019 con il 32 enne ligure Luca Martini mentre si trovavano sotto punta Helbronner, a 3000 metri di quota. Il bivacco Edoardo Camardella sarà realizzato sopra il ghiacciaio del Rutor, nei pressi della vecchia capanna Deffeyes.

Secondo quanto spiega Mathieu Ferraris, sindaco di La Thuile a Aostasera.it, i genitori di Camardella avevano chiesto la possibilità di intitolare un bivacco al figlio. Nel frattempo il Comune aveva già ipotizzato a realizzare una struttura di questo tipo sul Rutor, da qui la decisione. Il ghiacciaio del Rutor era tra l’altro uno dei luoghi preferiti dello sfortunato alpinista.

ALTO ADIGE – A rifornire i rifugi ci penserà il drone

Il drone per rifornire i rifugi in quota. E’ a quanto punto l’Alto Adige dove si sta sperimentando questo modo più economico ed ecologico per portare vettovaglie e quant’altro ai rifugi di montagna, approvvigionamento che oggi è fatto, in molti coso, con gli elicotteri. Un drone rispetto a un elicottero consumerebbe meno, costerebbe meno e minimizzerebbe l’inquinamento acustico.

Flying Basket, start up specializzata proprio in droni da trasporto ha fatto nei giorni scorsi una dimostrazione a presso la sua sede di Naz-Sciaves.
Attualmente gli “aeromobili a comando remoto” consentono di trasportare fino a 100 km di peso e quello che si sta pensando di fare è una sorta di lista della spesa che i rifugiati possono mandare per vedersi recapitata la merce settimanalmente. Ovviamente il sistema sarebbe piuttosto flessibile, quindi con la possibilità di integrare gli ordini quando necessario.

“Con il nostro progetto pilota intendiamo garantire zero emissioni i Co2, dannose per il clima, minor inquinamento acustico e nel tempo anche un risparmio di denaro pubblico – ha spiegato all’Ansa l’assessore provinciale Massimo Bessone – Questo tipo di consegna, inoltre, consentirebbe ai gestori dei rifugi di contenere i costi di avvio per la ripresa dell’attività stagionale, un aspetto importante per la ripartenza dopo le chiusure per la pandemia”.

VIDEO – Aquila solleva una volpe e vola via

Incredibile quello video che mostra la forza di un’aquila reale che solleva di peso una volpe morta. L’aquila si invola poi, sfruttando l’aiuto di una corrente d’aria, per portare la volpe in un luogo dove potrà consumare in tranquillità il suo pasto. Il video è stato girato in Norvegia a Mindresunde, Stryn, dal fotografo Jan Lars Nesje che ha documentato questo spettacolare momento. La volpe sollevata dall’aquila dovrebbe avere un pesoche si aggira attorno ai 5/6 kg.

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Green Pass, dal 15 maggio più facile spostarsi e tornare in Italia

A partire da metà maggio sarà più facile tornare dall’estero grazie al Green Pass. Gli appassionati degli sport outdoor e della montagna potranno così muoversi più liberamente, per esempio per organizzare una breve vacanza o un’escursione in un paese alpino come Francia, Svizzera e Austria senza dover poi mettersi in isolamento fiduciario o in quarantena.

Allo stesso modo il Green Pass nazionale, che secondo quanto annunciato dal premier Mario Draghi entrerà in vigore a metà maggio, in attesa di quello Europeo per cui dovrebbe volerci un mese circa in più, consentirà di viaggiare più liberamente per tutto lo Stivale.

Il Green pass, che inizialmente sarà cartaceo e che in un secondo tempo sarà basato invece su una piattaforma tecnologica, è di fatto un passaporto vaccinale che certifica l’avvenuta conclusione del ciclo di vaccinazione (2 dosi per Pfizer, Moderna e AstraZeneca e 1 per Johnson & Johnson). Allo stesso modo si potrà circolare liberamente se si dimostra di essere guariti da non più di 6 mesi dal Covid-19 o ancora se si è in possesso di un tampone molecolare o antigenico, ovviamente negativo, effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Italia.

Hero Südtirol Dolomites e l’ambiente: gli obiettivi per un evento sostenibile

© Freddy Planinschek

La maratona di montain bike Bmw Hero Südtirol Dolomites, che si svolgerà il 12 giugno, sarà un evento “sostenibile”. La forza di un evento come questo è anche – soprattutto – il contesto naturale in cui si svolge e quindi a partire da questa edizione saranno intensificati gli sforzi per impattare il meno possibile sull’ambiente.

“Fin dall’edizione di lancio nel 2010 siamo stati consapevoli di quanto le Dolomiti fossero un valore aggiunto importantissimo e insostituibile della nostra Hero. – spiega Gerhard Vanzi, a capo del comitato organizzatore – Amiamo la nostra terra, affascinante e al contempo fragile, e per questa ragione le dobbiamo molte attenzioni, proteggendola dall’azione dell’uomo per salvaguardare il patrimonio affinché le generazioni future possano godere di tanta bellezza”.

L’organizzazione da quest’anno aderirà alla normativa ISO 20121 che identifica la gestione “sostenibile” degli eventi. Le azioni future saranno quindi volte a favorire e implementare la Circular Economy, utilizzando materiali riciclati e riciclabili, attuando la raccolta differenziata. Un altro aspetto è quello del  Carbon Management  che prevede l’aumento dell’efficienza energetica, l’utilizzo di veicoli elettrici e la compensazione della Co2 emessa.

Gli obiettivi ecologici della Hero Südtirol Dolomites

• 60% di acquisti fatti con criteri green, seguendo le direttive del Ministero dell’Ambiente
sui Criteri Ambientali Minimi da applicare;
• 70% di prodotti Food&Beverage locali o sostenibili (certificati BIO o Fair Trade) a KM zero;
• 70% di raccolta differenziata dei rifiuti prodotti all’interno del sito di gara;
• 100% emissioni dirette di CO2 compensate.

(foto © Freddy Planinschek)

Cervino Cinemountain, scelta l’immagine per la XXIV edizione (30 luglio – 8 agosto 2021)

Una foglia che cade realizzata da un giovane aostano è l’immagine scelta per la XXIV edizione del Cervino Cinemountain.

La rassegna si terrà tra il 30 luglio e l’8 agosto a Cervinia e Valtournenche e assegnerà l’Oscar del cinema di montagna, il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée. La pellicola vincente sarà selezionata tra i film che già si sono distinti in festival internazionali di categoria appartenenti al circuito dell’International Alliance for Mountain Film: da Trento a Katmandu.

L’immagine è stata disegnata dal il 19enne valdostano Filippo Maria Pontiggia, che ha vinto il bando istituito per l’occasione “per l’originalità dell’idea e la qualità tecnica complessiva del lavoro che, da un lato, riesce a sintetizzare al meglio le tematiche del festival in una sola immagine e, dall’altro, sa declinarsi e moltiplicarsi in una miriade di spunti grafici diversi all’interno dell’impaginato del catalogo e dei diversi materiali promozionali.”

L’immagine scelta rappresenta come detto una foglia e racchiude in sé  “tutti i tempi della montagna, un concentrato di ritmi contrastanti e a volte inconciliabili, spesso espressione di stati d’animo o di personalità, che rivivono nel proprio singolare modo di approcciarsi ed esperire la montagna: per alcuni è brivido, adrenalina, nelle imprese di sciatori, runner e alpinisti, che corrono contro il tempo per stabilire nuovi record e provare emozioni forti; per altri scandisce un’appagante calma, quasi indolenza, in contrasto con la frenesia della vita moderna, un ritmo fatto di contemplazione, introspettivo e in accordo con la natura”.

TRENTINO – Una campagna per proteggere i piccoli di cervo e capriolo

“Qui sono a casa non raccogliermi”. Questo è il payoff della campagna di sensibilizzazione inaugurata dalla Provincia autonoma di Trento e realizzata in collaborazione con il Muse, per proteggere i piccoli esemplari di cervo e capriolo.

La campagna, che sarà attiva fino al prossimo 30 giugno, nasce per sensibilizzare la popolazione che frequenta zone dove sono presenti i cuccioli di questi animali. Essenziale è non interagire con i piccoli per non compromettere la loro salute.

“Può capitare, passeggiando per boschi e prati – spiegano gli esperti del Servizio faunistico della Provincia – di imbattersi in piccoli di ungulati di pochi giorni di vita nascosti nella vegetazione. Talvolta, persone incaute, sebbene mosse da buone intenzioni, li raccolgono pensando che siano stati abbandonati”. Il periodo della campagna coprirà i periodi di maggio e giugno, cioè quelli in cui le femmine di capriolo partoriscono e non è infrequente che lascino i loro piccoli nascosti nell’erba pensando che siano ben nascosti. Questi invece facilmente incontrano che si dedica allo sfalcio dei prati. In questo caso è bene essere informati se sono state avvistate femmine in zona, porre particolarmente attenzione alle zone con erba più alta e procedere allo sfalcio in senso centrifugo in modo da “avvertire” i cuccioli ma anche altre specie che nidificano nell’erba.

Come comportarsi se si incontra un cucciolo di capriolo:

  • Non lo accarezzo: l’odore umano allarmerà la madre, che smetterà di allattarlo
  • Non mi avvicino: calpestando l’erba nelle vicinanze, rendo il suo nascondiglio più visibile
  • Tengo il cane al guinzaglio: se è libero di vagare, può disturbare, ferire o persino uccidere i selvatici presenti
  • Se il piccolo sembra ferito: mantengo le distanze e contatto la stazione forestale o i guardiacaccia di zona

 

Svizzera, le regole anti Covid per entrare e tornare in Italia

Giovanoli - Engadina

A partire dallo scorso 19 aprile in Svizzera sono state allentate le restrizioni per contenere l’epidemia di Covid 19. L’estate si avvicina e chi vuole godersi una gita sulla montagne del Vallese, del Ticino e dei Grigioni, o concedersi una sciata sulle piste dei ghiacciai oltre il confine (dove non si è mai smesso di sciare) deve comunque rispettare regole all’ingresso ma soprattutto al ritorno in Italia.

Si può entrare in Svizzera anche senza tampone e obbligo di quarantena solo se si è soggiornato negli ultimi 10 giorni in una regione considerata a rischio (qui l’elenco che è costantemente aggiornato, dall’Italia attualmente vige l’obbligo solo per chi arriva da Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Toscana). Qui tutte le regole per l’ingresso in Svizzera a seconda del paese di provenienza e del mezzo con cui si arriva (auto, treno, aereo…).

Per quanto riguarda il ritorno in Italia, attualmente la Svizzera è considerata un paese di fascia C, quindi serve un test negativo fatto entro 48 ore prima del rientro in Italia, a qui seguono 5 giorni di isolamento fiduciario (al di là dell’esito del tampone) dopo di chi ci si dovrà sottoporre nuovamente a un tampone. Questo vale fino al 15 maggio e con le deroghe che trovate qui.

Sul Monte Rosa in missione per salvare i ghiacciai

Prenderà il via il 3 maggio la spedizione ideata da Cnr, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, e il centro di ricerca svizzero Paul Scherrer che terrà di estrarre una carota di ghiaccio da 80 metri dal ghiacciaio Gorner del Monte Rosa.

Quella in partenza è la seconda spedizione del progetto “Ice Memory”, che si propone di raccogliere informazioni sul clima e sull’ambiente degli ultimi 10.000 anni attraverso carotaggi che ganno a estrarre chiaggio vecchio migliaia di anni e poi a studiarne la “memoria storica” lì conservata.

Leggi anche: Il progetto Ada270, una carota di 270 metri sul ghiacciaio dell’Adamello

La spedizione prevede due giorni di pernottamento al rifugio Capanna Gnifetti, a 3600 metri di quota, quindi il 5 maggio, se le condizioni meteorologiche saranno adatte i ricercatori saliranno al Colle Gnifetti (4500 metri) dove inizieranno il carotaggio. Il Gorner è il secondo ghiacciaio più esteso delle Alpi e  il carotaggio sarà effettuato sul punto più profondo che raggiunge 80 metri.

La carota sarà poi conservata in Antartide come “data base” dell’ambiente alpino.