Salomon, la storia di Speedcross, la scarpa che ha rivoluzionato il trail running

Salomon ha presentato in queste ore Speedcross 6, la sesta edizione del modello che orami da 20 anni accompagna i runner che cercano leggerezza e performance in montagna.

Era l’anno 2006 quando la prima Speedcross fu lanciata sul mercato rispondendo alle esigenze di chi in montagna voleva correre e non passeggiare, quindi una scarpa leggera e reattiva ma al tempo stesso capace di offrire grip su terreni sconnessi e protezione. Già negli anni precedente il brand di Annecy aveva lanciato scarpe, ora iconiche, come la XA Pro, dedicate al trekking veloce o, più genericamente, all’esplorazione.

In questo caso invece si è voluto andare a intercettare una nicchia, ovvero quella di chi iniziavano a essere definiti come trail runner. Nacque così l’idea di Speedcross che, tuttavia, poteva essere creata solo utilizzando componenti già esistenti: il budget era ristretto.

“La suola, ad esempio, fu presa in prestito dall’XA Harrier. Il telaio tradizionale, poi, fu sostituito da una struttura ultraleggera che nascondeva l’intersuola. Tutti avrebbero messo sicuramente in dubbio la stabilità di una scarpa senza telaio, ma questa struttura fornì fin da subito l’agilità necessaria per correre più velocemente in montagna creando una migliore aderenza al terreno”.

La Speedcross è stata poi più volte rivista nel 2007, 2011, 2016, 2019 e ora nel 2022 con un modello distribuito in numero limitato quest’estate e che sarà poi ampiamente diffuso a partire dall’autunno.

La Salomon Speedcross 6 riprende i tratti tradizionali della gamma ma è più leggera  (298 g), ha un grip ancora più incisivo con aderenza migliorata grazie alla nuova suola con alette a forma di Y penate in particolare per i terreni bagnati perché elimina più velocemente il fango in eccesso. La costruzione Sensifit offre poi un appoggio preciso mentre l’ammonizzazione è grantita dalla mescola dell’intersuola EnergyCell+.

SEGUICI SU INSTAGRAM

SEGUI TUTTE LE NEWS SU TELEGRAM

Kilian Jornet scende dalle montagne per una 24 ore di corsa

Kilian Jornet ©Vegard_Breie

Kilian Jornet, lo sci alpinista-trial runner più conosciuto di sempre scende dalle montagne per dedicarsi a una challenger di corsa.

L’occasione è il lancio delle nuove scarpe da runnig del suo sponsor Salomon. Kilian Jornet (nella foto ©Vegard Breie) correrà così per 24 ore su una regolamentare pista di atletica da 400 metri a Måndalen, in Norvegia.

“È divertente scoprire le esperienze diverse che posso realizzare, e allenarmi in piano è un buon test e un’opportunità per imparare in termini di nutrizione e ritmo, e poi provare ad applicare questi risultati a diverse attività, come ai progetti di alpinismo”, così Kilian Jornet ha commentato la sua nuova sfida.

La data dell’impresa è ancora da definire perché conteranno molto le condizioni meteo. Si pensa comunque al 21 o al 22 novembre e il tutto potrà essere seguito live su www.Salomon.com/phantasm24.

La sfida si terrà in Norvegia, dove Kilian Jornet vive, un luogo dove la seconda ondata di Covid-19 sta avendo un impatto limitato, in ogni caso in via precauzionale non ci potrà essere pubblico ad assistere all’evento.

Nel 1997 Yiannis Kouros corse 303,506 km in 24 ore, un’impresa titanica che rappresenta il tempo di riferimento.

Davide Magnini e la Presanella da record

Davide Magnini Presanella ph mauro mariotti

Salire e scendere dalla Presanella, con 3558 metri la cima più alta del gruppo Adamello-Presanella in sole 2 ore e 39 minuti.
Il mood dell’estate sembra essere quello dei record in montagna, così Davide Magnini, 22 anni, squadra di sci alpinismo del Centro Sportivo Esercito e atleta del team Salomon, si è messo alla prova sulla montagna “di casa” partendo da Vermiglio, in Val di Sole, per percorrere 21 km e 2.350 metri di dislivello positivo in sole 2 ore.

“Le difficoltà principali per affrontare questo record sulla Presanella sono state sicuramente quelle psicologiche: gestire la tensione e la pressione a livello mentale nei giorni prima, anche perché in questa occasione ero coinvolto direttamente nell’organizzazione e nella gestione del percorso e del progetto e quindi questa è stata la parte più stressante. Poi lungo il percorso le condizioni erano buone ed è andato tutto bene, ho sofferto un po’ la parte finale della discesa nel bosco perché avevo le gambe veramente stanche”.

A questa impresa, progettata da lui stesso con il sostegno di Pontedilegno Tonale, comprensorio turistico a metà tra Lombardia e Trentino di cui Vermiglio fa parte, Davide Magnini è arrivato dopo aver conquistato, la socorsa settimana, il record di salita dell’Ortles e dopo aver fallito per poco, a giugno, la scalata più veloce al Passo dello Stelvio

Salomon, dalla linea Golden Trail Series donazioni alla Croce Rossa per il Covid-19

Salomon donerà parte del ricavato dalla linea di trail runnig Golden Trail Series Limited Edition alla Croce Rossa Internazionale (ICRC). Il tutto per supportare le persone che in questi durissimi mesi sono stati colpiti direttamente dall’emergenza Covid-19. ICRC infatti dona e ha donato in queste settimane con la fornitura di attrezzature mediche, ma anche con il sostegno finanziario e la formazione del personale durante la pandemia globale

Tutti abbiamo sentito gli effetti di questa pandemia globale. ICRC è un’organizzazione umanitaria internazionale con risorse localizzate che consentono di raggiungere persone che hanno bisogno di aiuto – ha spiegato Bruno Laroque, Head of Sports Marketing and Community Management di Salomon – La Golden Trail Series riunisce atleti internazionali di diverse culture e il lancio di questa linea di prodotti in edizione limitata è l’occasione perfetta per dare una mano a un’organizzazione che sta avendo un impatto globale nella vita quotidiana delle persone durante questi tempi difficili”.

La linea Golden Trail Series (GTS) comprende una serie di celebri prodotti Salomon, dalle calzature all’abbigliamento, che vengono realizzati in edizioni limitata con nuove colorazioni.