Camandona e Picco in vetta al Broad Peak

Pietro Picco e Marco Camandona ha raggiunto gli 8047 metri di quota della vetta del Broad Peak.

Quello al confine tra Cina e Pakistan, nella catena del Karakorum è il 12 esimo 8000 di Camandona. La cordata valdostana è partita il 18 luglio dal campo base del Broad Peak, e conquistano il campo 2 hanno deciso di proseguire subito per il campo 3, a 7000 metri di quota. Arrivati qui alle 13,30 dopo alcune ore, alle 23, sono partiti per la cima che hanno raggiungo il 19 luglio. Il primo ad arrivare è stato Pietro Picco e un’ora dopo è stata la volta di Marco Camandona, arrivato alle 10.50. Camandona è poi rientrato in serata al campo base mentre Picco si è fermato al campo 3.

Francois Cazzanelli ha invece dovuto rinunciare a mezz’ora dalla cima per soccorrere un alpinista britannico coinvolto in un incidente. Emrik Favre e Jerome Perruquet hanno invece fatto alcune ascensioni di ricognizione al K2, che è il prossimo obiettivo del gruppo.

SEGUICI SU INSTAGRAM

SEGUI TUTTE LE NEWS SU TELEGRAM

Cordata valdostana in vetta al Nanga Parbat

La spedizione di alpinisti valdostani formata da Fracois Cazzanelli, Roger Bovard, Marco Camandona, Emrik Favre, Jerome Perruquet e Pietro Picco ha conquistato il Nanga Parbat.

Partiti con tempi diversi e salendo con la strategia “summit push”, ovvero senza pernottare nei campi intermedi. Quindi partenza dal campo base a 4200 metri, qualche ora di riposto al Campo 3 e poi attacco alla vetta. Il tutto senza ossigeno e con la via attrezzata dagli sherpa solo fino ai 6850 metri di quota del campo 3.

Marco Camandona ha raggiunto la vetta alle ore 10.30 del 4 luglio (7.30 ora italiana). Vetta raggiunta con tempistiche diverse anche per i compagni  Pietro Picco, Roger Bovard ed Emrik Favre.

François Cazzanelli invece era partito dal Campo Base dopo rispetto al resto del gruppo, ed ha completato la scalata in sole 20 ore e 20 minuti, lui Perruquet, guide alpine della Società Guide del Cervino, erano in vetta alle ore 7,50 (4,50 ora italiana).

Sopo pochi giorni fa Cazzanelli e Picco avevano aperto anche una nuova via sullaparete Diamir chiamata “Aosta Valley Express”.

Ora gli alpinisti si riposeranno per qualche giorno per poi dedicarsi ai prossimi obiettivi che sono il Broad Peak e il K2.

Non manca un cenno alla tragedia che ha colpito la montagna italiana nelle ultime ore: “Il nostro pensiero è rivolto a tutte le famiglie delle vittime coinvolte nell’incidente sulla Marmolada”, hanno fatto sapere.

SEGUICI SU INSTAGRAM

SEGUI TUTTE LE NEWS SU TELEGRAM

Camandona in vetta al Dhaulagiri con Pietro Picco

Marco Camandon h raggiunto l’1 ottobre il suo decimo 8000. Parliamo del Dhaulagiri a 8167 metri di quota raggiunto senza l’ausilio di ossigeno. Camandona, guida alpina di Valgrisenche, ha effettuato la scalata in compagnia di Pietro Picco, guida alpina di Courmayeur, al suo primo ottomila.

Camandona torna così a un’impresa di alto livello alpinistico dopo l’infortunio di maggio 2020:

“non era scontato pensare di riuscire nuovamente a scalare a grandi livelli. Ci sono voluti tanti mesi per il recupero ottimale, che è stato possibile grazie ai fantastici fisioterapisti che lo hanno seguito in questo lungo periodo prima della spedizione”.

Marco Camandona, oltre alle imprese alpinisitiche, fin dal 2015 si dedica ad un progetto umanitario in Nepal, in particolare è stato costruito un orfanotrofio, la “Sanonani House” che in Nepalese significa “Piccolo Bambino”, che accoglie bambini in età scolare particolarmente bisognosi.

Tornando al  suo “curriculum” di scalatore troviamo tutte le maggiori cime delle Alpi, dal Monte Bianco alle Dolomiti, alle nuove vie  in Himalaya come la “Princess Cecile Line” al Churen Himal (7371m) aperta nel 2012.  Marco fa parte del pochi alpinisti che hanno scalato il K2 e l’Annapurna, due tra le più difficili e pericolose vette  ed ha conquistato salito le prime sei montagne più alte del mondo: l’Everest (8848 m) nel 2010, il K2 (8611 m) nel 2000, il Kangchenjunga (8586 m) nel 2014, il Lhotse (8516 m) nel 2018, il Makalu (8463m) nel 2016, il Cho Oyu (8210 m) nel 1998.