Val d’Ega, la stagione della bici avanti fino a ottobre tra Latemar e Catinaccio
La Val d’Ega punta sulla bicicletta come uno dei protagonisti della stagione estiva 2026. Fino a ottobre, il territorio altoatesino alle porte di Bolzano propone un’offerta articolata che spazia dalla mountain bike all’e-bike, dai tour accompagnati ai trail tecnici, con l’obiettivo di intercettare sia gli appassionati sia le famiglie.
Il punto di forza è la varietà dei percorsi. Tra Nova Levante, Carezza, Nova Ponente, Collepietra e Obereggen si può pedalare su strade asfaltate e sterrati, affrontando salite e discese oppure scegliendo itinerari più accessibili. Il contesto è quello delle Dolomiti UNESCO, con Catinaccio e Latemar a fare da riferimento paesaggistico.
A sostenere l’offerta ci sono scuole di ciclismo e guide locali, che propongono corsi e tour per diversi livelli di preparazione. Un modello che punta a trasformare la semplice escursione in un’esperienza più completa, combinando attività sportiva e conoscenza del territorio.
Per chi cerca invece adrenalina e tecnica, la Val d’Ega propone il Bike Trail Carezza e i due bike park di Carezza e Nova Ponente. Il Carezza Trail e la Carezza Pumpline si sviluppano per 4,4 chilometri e 500 metri di dislivello, con paraboliche, sponde, northshore e salti. I bike park consentono inoltre di allenare equilibrio, tecnica e capacità di affrontare i tratti più impegnativi.
Tra i percorsi simbolo c’è la Latemar Ronda, che permette di circumnavigare il massiccio del Latemar alternando pedalate e impianti di risalita. La possibilità di utilizzare cabinovie, seggiovie e bike-taxi amplia il pubblico potenziale, rendendo il percorso affrontabile anche da famiglie e ciclisti meno allenati.
In questa logica si inserisce la Mountain Bike Card, che consente di utilizzare diversi impianti di risalita con un unico biglietto giornaliero. Un sistema che facilita la costruzione di itinerari personalizzati e rafforza l’integrazione tra mobilità in quota e ciclismo. La strategia della Val d’Ega punta dunque sulla diversificazione: non solo trail e percorsi per biker esperti, ma un’offerta capace di accompagnare diversi tipi di cicloturisti, sfruttando la rete degli impianti e la varietà del paesaggio dolomitico.