Calderoli presenta la legge sulla montagna: incentivi per rilanciare le Terre alte

Più risorse, incentivi fiscali e misure per contrastare lo spopolamento delle aree montane. Sono questi i pilastri della nuova legge sulla montagna illustrata dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, durante il convegno “La montagna del futuro” svoltosi a Berzo Demo, in Valle Camonica.

Nel corso dell’incontro, Calderoli ha spiegato che il provvedimento punta a favorire il ripopolamento delle Terre alte attraverso un pacchetto di interventi rivolti a cittadini, professionisti e imprese. “Partiamo dal presupposto che non si fanno le nozze coi fichi secchi, e dunque abbiamo dovuto trovare i fondi”, ha affermato il ministro, ricordando come gli stanziamenti per la montagna siano passati da meno di 7 milioni di euro fino al 2021 a circa 100 milioni nel 2022 e a oltre 200 milioni all’anno dal 2023.

Tra le principali misure previste dalla legge figurano 40 milioni di euro destinati alla sanità e 20 milioni all’istruzione per incentivare medici e insegnanti a trasferirsi nei comuni montani attraverso crediti d’imposta per l’acquisto o l’affitto della casa. Previsti inoltre 16 milioni per sostenere i giovani che acquistano un’abitazione in montagna, altri 20 milioni per chi avvia un’attività economica nelle Terre alte, 5 milioni per un bonus destinato ai nuovi nati nei piccoli comuni montani e oltre 18 milioni per favorire lo smart working.

“Con questa strategia puntiamo a incentivare il ripopolamento delle Terre alte, come quelle bresciane e non solo”, ha sottolineato Calderoli. Il ministro ha inoltre evidenziato l’aggiornamento dei criteri per l’individuazione dei comuni montani, entrato in vigore con il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 luglio. “Abbiamo sostituito un sistema basato su criteri di oltre 70 anni fa, risolvendo diverse storture come ad esempio Roma e Bologna con altimetria media rispettivamente di 67 e 82 metri”, ha spiegato.

A livello nazionale i comuni classificati come montani passano da oltre 4.000 a circa 3.700. Nel Bresciano sono stati individuati 98 comuni montani, mentre perdono questa qualifica soltanto Gussago, Salò, Roè Volciano, Iseo e Montisola. “Era necessario destinare i fondi della montagna a territori che sono realmente montani”, ha aggiunto.

Nel suo intervento Calderoli ha infine fatto il punto anche sulle altre riforme in corso. Sull’Autonomia differenziata ha dichiarato che “l’Autonomia avanza” e che il percorso parlamentare proseguirà nelle prossime settimane. Quanto alle Province, ha ribadito la volontà di tornare all’elezione diretta di presidente e consiglio provinciale: “Vogliamo ridare una dignità all’ente e così garantire i servizi ai cittadini. Altrimenti è impensabile avere deleghe su strade e scuole senza i soldi per mandare avanti il sistema”.

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