SERRE CHEVALIER – L’estate nella terra di Luc Alphand

Piccole maglie gialle e a pois sventolano ancora appese nelle vie di Serre Chevalier a ricordare il recente passaggio del Tour de France. A poco più di 100 chilometri da Torino, oltre il Passo del Mongenevre si apre una bellissima valle che scende fino a Briançon, la più alta città francese situata a 1326 metri sul livello del mare. La valle di Serre Chevalier ospita la più grande stazione sciistica delle Alpi Meridionali che va dalla città di Vauban fino al passo del Lautaret. Ma certo non mancano numerose attrattive anche nella bella stagione, il rafting, ad esempio, che si può praticare per circa 20 chilometri scendendo lungo il corso del fiume Guisane ricco di passaggi impegnativi per gli appassionati del genere. Affittando una e-bike c’è però anche la possibilità di effettuare il giro dei forti e di seguire il corso del fiume in tutta tranquillità. L’acqua è da sempre un bene prezioso per tutta la valle, oltre ai bagni termali di Montêir les Bains si utilizza il fiume per irrigare i campi, per produrre energia idroelettrica necessaria ai macchinari dei cappellifici e guanterie, tradizione industriale plurisecolare.

Gisella Motta – Serre Chevalier

Anche in città, a Briançon, tra La Collegiata e le imponenti mura, l’acqua torna protagonista con la celebre “Gargouille“, un piccolo canale che scorre al centro della via principale che si alimenta anch’essa dal Guisane e sin da Medioevo svolge una funzione anti incendio oltre a mantenere salubre la città. A proposito di attrazioni sportive l’ultima è costituita dalla nuova zip-line, la seconda più alta d’Europa, che in un minuto e a 94 km orari (toccati dalla sottoscritta) dai 2491 metri del Grand Serre ti fa letteralmente “volare”ai 2193 metri del Grand Alpe. Per raggiungere le quote si sale dal piccolo villaggio di Chantemerle costituito da una serie di chalet con al centro la deliziosa Chiesetta che custodisce un prezioso tabernacolo proveniente dalla chiesa collegiale di S.André a Grenoble.

Gisella Motta
Gisella Motta – Serre Chevalier

Nel segno di Luc Alphand

La scritta #Serre Chevalier campeggia alla partenza della cabinovia Ratier dove difficilmente potrà sfuggire agli appassionati esposta su alcune telecabine la foto del più grande discesista francese di tutti i tempi, Luc Alphand, a cui è intitolata questa discesa attraversata dalla telecabina, la ex pista Olympique del 1940, poi ribattezzata nel 1998 appunto pista Luc Alphand in onore delle sue tante vittorie ma soprattutto della coppa del Mondo generale conquistata nel 1997, una rarità per un discesista. Si tratta per l’appunto di una pista estrema, con una pendenza che in certi punti tocca il 50 % e un muro finale che sembra lanciarti direttamente nel paese: insomma una strepitosa “nera”.

Gisella Motta

Campioni di sostenibilità

Qui a Serre Chevalier, campioni anche di sostenibilità, nella stazione di mezzo tra la funivia e la telecabina si possono scorgere in lontananza due piccole pale eoliche dell’altezza di circa 15 metri che nel 2016 la società SCV ha istallato nell’ambito di un programma di sviluppo delle energie rinnovabili (eolico, idroelettrico e fotovoltaico) con l’obiettivo di arrivare a un autoproduzione del 30% entro il 2023 e ridurre del 50% l’impatto del carbonio per l’anno 2030, prima stazione sciistica in Francia ad effettuare questo esperimento. E per finire: Buon compleanno Serre Chevalier per i tuoi 80 anni appena passati della creazione di questa spettacolare stazione sciistica!

testo e foto: Gisella Motta

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Gisella Motta - Francia- Alpi del Sud-Serre Chevalier- Chantemerle- Pista L.Alphan