C’è un ranger che sorveglia il Lago di Carezza

Il Lago di Carezza, uno dei simboli delle Dolomiti altoatesine, introduce per la prima volta la figura del ranger per tutelare il delicato ecosistema e migliorare l’accoglienza dei visitatori. Da questa estate sulle sponde del celebre Lago Arcobaleno, in Val d’Ega (Bolzano), sarà presente Giorgio Poschiavin, accompagnatore escursionistico e maestro di sci originario della Val di Fassa, formato attraverso il corso per Ranger dell’Alto Adige promosso dalla Provincia autonoma di Bolzano.

Poschiavin fa parte di una squadra di 15 ranger operativi nei principali siti naturalistici dell’Alto Adige, tra cui il Lago di Braies, l’Alpe di Siusi e la gola del Bletterbach. Il suo compito sarà vigilare sul rispetto delle regole dell’area protetta, impedendo comportamenti come il campeggio abusivo, il sorvolo con droni o l’accesso oltre le recinzioni, ma anche accompagnare i turisti alla scoperta delle peculiarità del lago.

Il ranger illustrerà la geologia del territorio, le caratteristiche del pregiato legno di risonanza utilizzato per gli strumenti musicali e racconterà le trasformazioni del lago, alimentato dalle sorgenti del Latemar e profondo fino a 22 metri, oltre alle leggende legate alla sirena Ondina. Spiegherà inoltre gli effetti della tempesta Vaia, del bostrico e del peso della neve sulle foreste circostanti.

Tra i suoi compiti anche fornire informazioni su sentieri, impianti di risalita e collegamenti con i mezzi pubblici, promuovendo un accesso sostenibile al lago da Nova Levante e dal Passo di Costalunga. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Agenzia del Demanio provinciale, Polizia locale e Carabinieri, punta a coniugare tutela ambientale, sicurezza e gestione responsabile dei flussi turistici in uno dei luoghi più visitati delle Dolomiti.