Speleoterapia: il Centro Climatico di Predoi tra i protagonisti di una ricerca scientifica

Il Centro Climatico di Predoi, in Valle Aurina (Alto Adige), è tra i protagonisti di uno studio clinico dedicato alla speleoterapia, pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature. La ricerca, presentata il 17 e 18 luglio durante un convegno scientifico in Valle Aurina, ha coinvolto nove centri specializzati di Italia, Germania e Austria.

Il trial multicentrico randomizzato ha interessato 208 pazienti affetti da asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e Long Covid, evidenziando miglioramenti nel controllo dei sintomi, nella qualità della vita e nella funzionalità respiratoria, confermando il potenziale della speleoterapia come trattamento complementare alle cure farmacologiche.

“L’incremento della forza dei muscoli respiratori e il beneficio della respirazione disfunzionale sono stati osservati in tutti i gruppi di pazienti”, spiega la dottoressa Beatrice Barbolan, specialista in Malattie dell’apparato respiratorio e consulente del Centro Climatico di Predoi. “Nei soggetti affetti da asma abbiamo riscontrato anche un progresso dei parametri spirometrici e della qualità della vita; nei pazienti con BPCO un miglioramento della qualità della vita e della percezione dei sintomi; mentre nei pazienti con Long Covid sono emersi benefici nella respirazione disfunzionale, nella dispnea, nella riduzione dell’affaticamento da sforzo, oltre a un riscontro positivo dell’ansia e della qualità del sonno”.

Situato all’interno dell’antica miniera di Predoi, a 1.100 metri di profondità, il Centro Climatico sfrutta un microclima naturale con aria priva di pollini e allergeni, temperatura costante tra 8 e 10 gradi ed elevata umidità, condizioni ritenute favorevoli per i pazienti con patologie respiratorie croniche.

“I dati raccolti a Predoi hanno evidenziato un beneficio della regolazione della respirazione, con un’ottimizzazione della funzionalità polmonare, una riduzione dell’affaticamento e un miglioramento della qualità della vita dei pazienti. Nel complesso, lo studio conferma un profilo rischio-beneficio favorevole della speleoterapia, che si configura come un trattamento aggiuntivo non farmacologico, privo di effetti collaterali rilevanti e capace di offrire un valido supporto ai percorsi terapeutici dedicati alle patologie respiratorie”, conclude Barbolan.

TUTTE LE NOTIZIE SU TELEGRAM
SEGUICI SU INSTAGRAM