RespirArt 2026, a Pampeago le “alchimie” artistiche di Antonella De Nisco e Stefania Lai
Arte, natura e meditazione si incontrano ancora una volta sulle Dolomiti della Val di Fiemme. Il Parco d’arte RespirArt di Pampeago, uno dei parchi d’arte più alti al mondo con i suoi 2.200 metri di quota, ospiterà nell’estate 2026 le installazioni diAntonella De NiscoeStefania Lainell’ambito della18ª Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt.
Le due artiste, rispettivamente emiliana e sarda, saranno protagoniste di un dialogo creativo con il paesaggio dolomitico attraverso opere “site-specific” che mettono al centro il rapporto tra interiorità, natura e trasformazione. Le installazioni saranno inauguratesabato 27 giugno durante il RespirArt Day, presentato dalla giornalista Maria Concetta Mattei.
Ideata e organizzata dalla curatriceBeatrice Calamariinsieme al direttore artisticoMarco Nones, la rassegna continua a esplorare il legame tra arte contemporanea e ambiente alpino, trasformando il Latemar in uno spazio aperto alla riflessione e alla contemplazione.

Tra le opere protagoniste dell’edizione 2026 spicca “Tronopoetico – Soglia di Luna” di Antonella De Nisco. L’installazione si presenta come una seduta-scultura a forma di falce lunare, collocata tra terra e cielo come un frammento sospeso nel paesaggio. Non un trono simbolo di potere, ma un luogo di ascolto e contemplazione. La struttura invita il visitatore a fermarsi, respirare e diventare parte del panorama dolomitico. La forma incompleta della luna richiama il tema del passaggio, della trasformazione e della continuità: l’esperienza non si esaurisce nell’oggetto artistico, ma prosegue nell’interiorità di chi la vive. Aperta verso le cime, l’opera crea una soglia poetica tra dimensione esterna e mondo interiore, dove il tempo rallenta e il respiro si accorda al ritmo della montagna.
De Nisco, artista diReggio Emilialaureata in Storia dell’Arte e diplomata in Pittura, ha sviluppato negli anni una ricerca centrata sull’arte relazionale, sulle installazioni partecipative e sugli interventi nello spazio pubblico. Con l’architetto Giorgio Teggi ha fondato l’associazione LAAI e teorizzato il concetto di “arte clandestina”, portando avanti progetti che intrecciano creatività, natura e dimensione collettiva.

Di forte impatto anche“Presidio” di Stefania Lai, un trittico formato da tre piccole strutture sospese su sottili sostegni metallici. Le opere evocano forme domestiche e archetipiche: case essenziali che diventano insieme rifugio, osservatorio e luogo di relazione. Il legno utilizzato proviene dagli alberi abbattuti dalla tempesta nel bosco Seleni di Lanusei, in Sardegna, e viene restituito dall’artista a una nuova verticalità simbolica. All’interno di ciascuna forma compare un germoglio, segno di rinascita e continuità della vita anche dopo la distruzione.
L’opera affronta temi come la memoria delle ferite del paesaggio, il rapporto tra umano e non umano, il femminile come forza generativa e la dimensione rituale del gesto artistico. “Presidio” trasforma così il luogo in una soglia poetica e relazionale, capace di mettere in connessione il visitatore con gli elementi naturali e con il ciclo continuo della trasformazione.
Stefania Lai, artista multidisciplinare originaria diLanusei, sviluppa una ricerca che attraversa land art, arte tessile, performance, vetro artistico e “land poetry”, forma di scrittura territoriale da lei stessa ideata. Nelle sue opere utilizza materiali naturali e di recupero – lana sarda, canapa, ferro, pietra, legno, terra cruda e vetro – in un dialogo costante con il paesaggio e con gli ecosistemi.
“Le opere d’arte ambientale comprendono lo spazio che circonda l’installazione – spiega Marco Nones –. Il loro dialogo con il contesto le rende inseparabili dal luogo. Nei lavori di Antonella De Nisco e Stefania Lai si percepisce il desiderio comune di gettare un ponte fra interiorità e mondo esterno. Le loro installazioni sono portali che connettono il visitatore a ogni presenza, umana, animale, vegetale o minerale”.
IlRespirArt Day del 27 giugnoinizierà alle 10 davanti alRifugio Monte Agnelloe proseguirà lungo il percorso artistico fino al Teatro all’aperto del Latemar. Per l’occasione la risalita in seggiovia Agnello sarà disponibile a prezzo ridotto. Il Parco RespirArt rappresenta una realtà unica nel panorama internazionale: oltre a essere uno dei parchi d’arte più alti del mondo, è attraversabile anche sugli sci durante l’inverno e propone esperienze multisensoriali che uniscono arte visiva, suono e narrazione. Lungo il percorso ad anello di 3,5 chilometri le installazioni dialogano con opere sonore e racconti audio ispirati all’energia delle Dolomiti del Latemar, patrimonio UNESCO.
