Il caldo spinge il turismo montano, Assoturismo, nel weekend di Ferragosto 1,6 milioni di presenze
Le temperature estreme di questo agosto 2026 e la ricerca di un clima più fresco spingono il turismo verso le località di montagna, in particolare nel weekend di Ferragosto. Tra il 14 e il 17 agosto le destinazioni montane italiane sono attese da circa 1,6 milioni di presenze, secondo le stime del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti.
Il dato conferma il crescente peso dell’estate per il turismo in montagna, con agosto destinato a essere il mese più forte dell’anno. Per l’intero mese sono previsti 11,7 milioni di pernottamenti, il 2,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un incremento superiore a quello atteso per il turismo italiano nel suo complesso.
A soffrire maggiormente delle temperature roventi sono invece le città d’arte, per le quali la crescita delle presenze si fermerebbe allo 0,3%. Il risultato della montagna, tuttavia, non sarebbe soltanto una conseguenza dell’ondata di caldo: il settore sta registrando una crescita costante da diversi anni.
Nei 732 comuni italiani a vocazione turistica montana individuati dall’Istat, gli arrivi sono passati dai 13,6 milioni del 2019 ai 16,4 milioni del 2025, con un incremento del 20,7%. Nello stesso periodo le presenze sono salite da 55,6 a 65,4 milioni (+17,6%).
Anche la distribuzione delle vacanze nell’arco dell’anno sta cambiando. Febbraio, tradizionale riferimento della stagione sciistica, concentra l’11,5% delle presenze annuali, mentre luglio raggiunge il 14,8% e agosto il 17,3%. La stagione estiva ha quindi ormai assunto un peso superiore a quella invernale nei mesi di maggiore affluenza.
“È un cambiamento che va oltre la buona performance di una singola stagione”, sono le parole riportate dall’ANSA di Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, secondo cui la montagna italiana sta costruendo una seconda stagione turistica sempre più importante. Per questo, conclude, “servizi e ricettività montane vanno tarati su una doppia stagione”, mentre nelle città d’arte e nelle aree più esposte al caldo sarà necessario programmare interventi e investimenti per affrontare gli effetti del cambiamento climatico.