HERO 2026, trionfano David Valero Serrano e Claudia Peretti

Sono lo spagnolo David Valero Serrano e l’italiana Claudia Peretti a firmare la 2026 HERO Südtirol Dolomites, la celebre maratona di mountain bike delle Dolomiti considerata la più dura al mondo per rapporto tra distanza e dislivello.

La gara, disputata a Selva di Val Gardena e valida come quarta prova della HERO UCI Cross-country Marathon World Cup, ha richiamato atleti provenienti da 54 nazioni e 180 biker delle categorie Elite e Master.
Nella prova femminile, disputata sul percorso di 60 chilometri con 3.200 metri di dislivello, l’azzurraClaudia Perettiha dominato la corsa dal primo all’ultimo metro. La campionessa italiana marathon ha preso il comando già sulla salita verso il Passo Gardena, chiudendo in 3h53’48” senza lasciare spazio alle avversarie. Alle sue spalle si è classificata l’olandese Rosa van Doorn, autrice di una grande rimonta dopo un avvio difficile, mentre il terzo gradino del podio è andato alla polacca Paula Gorycka Kurmann. Ai piedi del podio la leader di Coppa del Mondo, la svizzera Anna Weinbeer, che conserva comunque la maglia di leader della classifica generale.

Grande spettacolo anche nella gara maschile, disputata sul percorso lungo di 86 chilometri e 4.500 metri di dislivello. Dopo una corsa combattuta e ricca di cambi al comando, a imporsi è stato il bronzo olimpico di Tokyo 2020,David Valero Serrano, che ha tagliato il traguardo in 4h30’11”. Lo spagnolo ha costruito il successo nella seconda parte di gara, staccando gli avversari sulle ultime salite. Alle sue spalle si è piazzato l’italiano Diego Rosa, ex professionista su strada tornato alla mountain bike, mentre il terzo posto è andato al campione olandese marathon Tim Smeenge.

Tra i protagonisti anche il colombianoLeo Paez, otto volte vincitore della HERO, rallentato da un problema tecnico quando era in lotta per il podio. Grazie al successo in Val Gardena, Valero Serrano consolida la leadership della Coppa del Mondo Marathon 2026, mentre tra le donne resta al comando Anna Weinbeer.