Everest, un seracco blocca la via nepalese
Un enorme blocco di ghiaccio sta complicando l’inizio della stagione di scalata sull’Monte Everest, sollevando timori per ritardi e possibili ingorghi lungo la via verso la cima.
Il problema riguarda un seracco alto circa 30 metri, situato nella cascata di ghiaccio del Khumbu tra il campo base e il Campo 1. Le guide specializzate – gli “icefall doctors” incaricati di attrezzare il percorso con corde e scalette – non sono riuscite ad aggirarlo, bloccando di fatto i lavori di preparazione della rotta.
Al momento l’unica soluzione è attendere che il blocco si sciolga o crolli naturalmente. Il ritardo è significativo: normalmente a fine aprile il tracciato è già attrezzato fino al Campo 3, mentre ora i lavori sono fermi centinaia di metri sotto il Campo 1.
La situazione rischia di ridurre la finestra utile per le ascensioni, concentrata nel mese di maggio, aumentando il pericolo di affollamento lungo la via. Negli anni scorsi, infatti, si sono già verificate lunghe code di alpinisti in quota, con conseguenze anche sulla sicurezza.
Per cercare di limitare i ritardi, le autorità nepalesi stanno valutando soluzioni alternative, tra cui il trasporto in elicottero delle squadre fino al Campo 2, così da proseguire almeno in parte i lavori oltre il punto bloccato.
Nonostante le criticità, resta elevato il numero di scalatori pronti a tentare l’ascesa: per la stagione primaverile sono stati rilasciati centinaia di permessi, con costi aumentati negli ultimi anni fino a 15mila dollari per gli stranieri, anche per contenere il sovraffollamento su una delle montagne più ambite e impegnative al mondo.