Cervino CineMountain, la montagna racconta il futuro del pianeta: debutta lo “Spazio Green”

La crisi climatica, la biodiversità e il futuro delle comunità montane saranno tra i temi centrali della XXIX edizione del  Cervino CineMountain, il Festival internazionale del cinema di montagna in programma a Breuil-Cervinia e Valtournenche dal 25 luglio al 1° agosto. Tra le principali novità dell’edizione 2026 c’è  “Spazio Green”, una giornata interamente dedicata alle questioni ambientali in calendario il 26 luglio.

Il festival amplia così la sua tradizionale attenzione al rapporto tra uomo e montagna, trasformando le terre alte in un osservatorio privilegiato per comprendere le grandi sfide del nostro tempo. La montagna viene raccontata come uno dei luoghi in cui gli effetti del cambiamento climatico, la fragilità degli ecosistemi e le trasformazioni del paesaggio emergono con maggiore evidenza.

La giornata di Spazio Green si aprirà con la prima delle Matinées del festival. L’esploratore Lorenzo Barone, in dialogo con Hervé Barmasse, presenterà Dust – La via delle polveri, il racconto di un viaggio in bicicletta ispirato alle rotte delle polveri sahariane, occasione per riflettere sulle connessioni tra ecosistemi lontani e sull’equilibrio che lega il destino delle montagne a quello dell’intero pianeta.

Nel pomeriggio spazio alle proiezioni dedicate alle trasformazioni ambientali. Ghost Resorts – Super Saint-Bernardanalizzerà il fenomeno delle stazioni sciistiche abbandonate, Born of Ice il rapporto tra ghiacciai e memoria, mentre On the Way racconterà nuove forme di gestione del territorio. In programma anche The Wolves Always Come at Night, vincitore del Grand Prix dell’Alpin Film Festival di Brașov, che segue una famiglia di allevatori nomadi costretta a lasciare la Mongolia a causa della desertificazione e delle tempeste di sabbia.

A chiudere la giornata sarà Barren Lands – Terre aride, il nuovo documentario di Hervé Barmasse ambientato nel nord-ovest del Kenya, dove la scarsità d’acqua e i cambiamenti climatici stanno modificando profondamente il rapporto tra comunità pastorali, animali e territorio.

La sostenibilità attraverserà comunque l’intera manifestazione. L’edizione 2026 si svolge infatti nell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori proclamato dalle Nazioni Unite e dedica ampio spazio alle comunità che vivono e lavorano nelle terre alte. Film come The Mountain Won’t Move, The Wolves Always Come at Night e A Fire There raccontano una montagna lontana dagli stereotipi, dove tradizione, cambiamento e nuove forme di resilienza si intrecciano.

Con  40 film in concorso, 14 anteprime italiane e 2 anteprime mondiali, il Cervino CineMountain conferma la propria vocazione internazionale e la capacità di unire cinema, cultura e riflessione ambientale. Un percorso che parte dalle montagne ma guarda al futuro dell’intero pianeta.

Lorenzo Barone