PIAN DEI FIACCONI – Una raccolta fondi per il rifugio distrutto dalla valanga

Lo scorso 14 dicembre una valanga ha seriamente danneggiato il rifugio Pian dei Fiacconi, sopra il Passo Fedaia, sulla Marmolada. Ora sulla piattaforma Gofundme il titolare del rifugio, Guido Trevisan, ha lanciato una raccolta fondi per finanziare i prossimi passi necessari per ripulire la zona, salvare il salvabile e demolire la struttura.

“Un rifugio che non era per me soltanto un’attività economica, ma prima di tutto una scelta di vita sostenibile e rispettosa delle Terre Alte. Pian dei Fiacconi era casa – scrive Guido Trevisan – L’ho acquistato 20 anni fa e ristrutturato con le mie mani, anno dopo anno, con fatica e pazienza. Era diventato un luogo del cuore per molti escursionisti e anche per famiglie, che trovavano un rifugio accogliente e funzionale, con molte attenzioni per i più piccoli. Era anche un luogo fondamentale per l’appoggio logistico di alpinisti-scialpinisti e per il Soccorso Alpino, spesso chiamato ad intervenire sulla montagna più alta delle Dolomiti. Pian dei Fiacconi era sostenibile. Avevo appena completato l’impianto fotovoltaico, che lo rendeva autonomo dal punto di vista energetico. Dal punto di vista idrico era in simbiosi con il ghiacciaio: grazie ad una cisterna di 15000 litri, l’acqua di disgelo e della pioggia era conservata per gli usi di servizio. Dal 2018 il Rifugio aveva ottenuto il marchio Ecoristorazione Trentino, che certifica l’utilizzo in cucina di materie prime locali e biologiche e scelte rispettose dell’ambiente (carta certificata, prodotti per l’igiene biodegradabili ecc.) Un esempio concreto che vivere la montagna in modo rispettoso è possibile. Nonostante le difficoltà”.

Il ricavato sarà utilizzato per alcuni viaggi in elicottero utili per svuotare la struttura e ripulire l’area e per contribuire al pagamento del mutuo che il titolare deve pagare anche se, ovviamente, la struttura non è più agibile.

Il lupo in Brianza, segnalato al Parco di Montevecchia e della Valle del Curone

Il lupo è arrivato fino in Brianza. Predazioni imputabili al lupo sono in fatti avvenute nel Parco Regionale di Montevecchia e della valle del Curone. Il ritorno del lupo in queste zone era già stata ipotizzata in estate, a causa delle tranquillità causata dal lockdown primaverile che aveva permesso all’animale di spostarsi dalle prealpi comasche.

I segnali della presenza del lupo anche così vicino ai grandi centri cittadini della Lombardia non deve tuttavia stupire in quanto fa parte della fase di espansione che l’animale sta vivendo in questi anni.

Pubblichiamo di seguito la nota del direttore del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, Marco Molgora.

“Nelle scorse settimane le analisi effettuate su alcune pecore al pascolo ritrovate morte hanno confermato la presenza del Lupo nel territorio del Parco, che già era stata ipotizzata nel corso dell’estate.
Si tratta di pochi animali, o forse uno solo, che probabilmente nei giorni della sospensione generalizzata delle attività durante il lock down primaverile, in assenza di disturbo e soprattutto di traffico sulle strade, hanno potuto allontanarsi dalle Prealpi comasche, per esplorare nuove aree.
La comparsa del lupo nelle aree collinari ed anche di pianura fa parte della naturale dinamica di espansione demografica e spaziale che la specie sta mostrando a livello italiano ed europeo. Tale dinamica spinge i giovani esemplari a ricercare nuovi territori.
Il territorio del Parco è quindi ora oggetto di attenzione da parte del gruppo di lavoro a cui partecipano tecnici di Regione Lombardia, di ERSAF (Ente regionale per lo sviluppo agricolo e forestale), ricercatori delle università lombarde, Carabinieri forestali, con il coinvolgimento anche della Polizia provinciale, impegnati non solo per lo studio del Lupo e per la sua tutela, ma anche per la definizione delle soluzioni più appropriate per consentire la sostenibilità della sua presenza nelle aree del Parco e quindi la convivenza con il territorio.
Trattandosi solo di individui isolati, è possibile che possano allontanarsi volontariamente da quest’area, per tornare verso nord.
Si tratta comunque di una presenza che non comporta criticità per la responsabile fruizione del territorio del Parco, che deve però essere ulteriormente rispettosa e consapevole nei confronti dei valori ambientali e della fauna selvatica.
Il Lupo è ormai presente, o per meglio dire è tornato, in molte aree alpine ed appenniniche e anche in zone a forte frequentazione turistica, come il Parco di Montevecchia e Valle del Curone soprattutto nell’ultima estate, dove comunque evita qualsiasi contatto con l’uomo.
Per non compromettere tale naturale attitudine è bene ricordare i comportamenti corretti da tenere da parte dell’uomo (e regolati dalla legge): divieto assoluto di ricerca, disturbo, avvicinamento o alimentazione dell’animale, nonché obbligo di tenere i cani al guinzaglio durante le escursioni in aree aperte.
L’Ente Parco è ora impegnato a fornire agli allevamenti presenti nel territorio collinare le informazioni utili per prevenire l’attacco agli animali al pascolo e per accedere, in caso di danni accertati, agli indennizzi resi possibili dalle assicurazioni attivate da Regione Lombardia.
Come già evidenziato, ringraziamo gli Enti preposti alla gestione di questa specie che si sono prontamente attivati e chiediamo a tutti i cittadini di evitare azioni o attività che possano intralciare l’azione delle Istituzioni o creare inutili allarmismi e tensioni”.

Branco di lupi avvistato sull’Appennino vicino a Piacenza, video

Un branco composto da 7 lupi è stato avvistato il 20 dicembre nella campagna vicino a Piacenza. Gli animali sono stati avvistati e filmati in un video mentre scorrazzavano nei pressi del castello di Momeliano, sulla strada per Rezzanello,  nel campagne che dalla Pianura Padana portano all’Appenino tosco emiliano.

Negli ultimi anni il lupo ha vissuto una fase di grande sviluppo nel nostro paese, quasi scomparso negli anni ’70, oggi se ne contano all’incirca 2000 tra Alpi e Appennini.

Anche se non esiste un reale pericolo per l’uomo, in questo caso i lupi si sono spinti fino a una ventina di chilometri dalla città di Piacenza. Molti sono invece i problemi degli allevatori che si trovano a dover fare i conti con un predatori che negli ultimi decenni non dava più problemi.

 

Il Cai contro le limitazioni allo sci alpinismo in Valle d’Aosta

cervinia spataro marco

Il Cai, Club Alpino Italiano esprime la sua perplessità circa l’ordinanza emessa dal Presidente della Regione Valle d’Aosta. Questa ha limitato la possibilità di fare sci alpinismo solo a chi lo fa con accompagnato da una guida alpina.

“A nostro avviso – spiega Vincenzo Torti, presidente del Club alpino italiano – pur rispettandosi le intuibili motivazioni sottese a provvedimenti a tutela della salute pubblica, non si riesce assolutamente a cogliere qualsiasi ragionevolezza nel criterio discriminatorio adottato, peraltro di dubbia utilità per gli stessi professionisti che, notoriamente, non è nell’ambito territoriale che attingono la loro clientela”.

Contro questa ordinanza si erano espresse nei giorni passati anche diverse Guide alpine valdostane.

“Lungi dal sentirsi favorite da questa scelta, non poche Guide alpine e non solo valdostane hanno espresso disagio e disappunto per questo provvedimento che desta un diffuso allarme per quanto potrebbe comportare in tema di libertà di accesso alla montagna. L’auspicio che questa scelta, che si confida venga contenuta nell’attuale previsione temporale, non venga reiterata negli stessi termini: se si teme che un eventuale incidente possa avere ripercussioni su una sanità sottoposta a stress, non è discriminando tra i potenziali frequentatori che si ottiene il risultato di escluderne l’eventualità”.

Anche il Alto Adige spunta un monolito (che non è un monolito)

Anche il Alto Adige spunta un cosiddetto monolito (che monolito non è visto che si tratta verosimilmente di un manufatto formato da vari pezzi di lamiera). Il primo era stato avvistato nel deserto dello Utah, quindi un altro in Romania e poi altri ancora in varie parti del mondo. Ora ecco uno pseudo monolito anche in Alto Adige, nei vigneti Baron Longo di Egna, ai piedi di Castelfeder,. Ma non preoccupatevi, nessuna entità aliena ha posizionato il monolite e nessun mistero si cela dietro a queste installazione che hanno evidentemente un fine pubblicitario.

Valle d’Aosta, piste da fondo aperte dal 6 dicembre

Sappiamo che lo sci di fondo dovrebbe essere uno degli sport consentiti durante le Vacanze di Natale. Molti comprensori si stanno preparando in attesa di un esplicito via libera anche se quanto scritto nel Dpcm che prevede la possibilità di praticare “sport individuale all’aria aperta” dovrebbe di fatto parificare il fondo ad altri sport quali la corsa.

La Valle d’Aosta che da oggi, domenica 6 dicembre è diventata zona arancione, si è portata avanti permettendo esplicitamente l’apertura delle piste da sci di fondo e soprattutto dando la possibilità di raggiungerle anche a chi si trova in altro comune (nella zona arancione non sarebbe possibile muoversi al di fuori del proprio comune se non – sostanzialmente – per motivi di urgenza). Per questo il presidente della regione autonoma Erik Lavevaz ha firmato un’ordinanza che permette di recarsi presso le piste da sci di fondo senza utilizzare gli spogliatoi e mantenendo una distanza di almeno 2 metri durante l’attività.

Lo scarponcino con la suola anti-ghiaccio per il trekking invernale

Con gli impianti da sci chiusi avremo tempo nel corso delle Vacanze di Natale per ciaspolate e trekking. Forse non tutti sanno che esistono scarponi appositi dotati di una particolare suola che permette di non scivolare, nemmeno sul ghiaccio vivo.

E’ il caso, per esempio, dello scarpone Saleva Mountain Trainer 2 Winter Gtx, una scarpa pensata appositamente per le escursioni in inverno.

Questo scarponcino, che è stato anche insignito dell’Ispo Award 2020, è dotato della suola Vibram Icetrek II con tecnologia Arctic Grip; questa garantisce un grip sicuro su neve e ghiaccio bagnato. Ad isolare e a tenere i piedi all’asciutto ci pensa invece la fodera in Gore-Tex.

Caratteristiche tecniche scarpone Salewa Mountain Trainer 2 Winter Gtx 
– tomaia: pelle scamosciata
– collare: AlpineWool® con design Flex Collar
– fodera: Gore-Tex® Performance Comfort
– intersuola: micrporosa
– suola: Vibram Icetrek II con tecnologia Arctic Grip
– Kevlar 3F System
– climbing lacing
– ghetta protettiva elasticizzata
– tallone rinforzato
– bordone completo in gomma a 360°
– peso: 627g (uk 8)
– prezzo: 250,00 euro

Forte di Bard finanzia la ricerca sul ghiacciaio di Indren

Il Forte di Bard a sostegno della ricerca sui cambiamenti climatici. Il 10% del ricavato dalla Membership Card Forte di Bard (29 euro per un anno), che permette l’accesso illimitato alle Mostre e i Musei ospitati nel castello valdostano, sarà infatti devoluto a un progetto di ricerca, parte del programma Save the Glacier, che si svolgerà sul ghiacciaio di Indren, sul Monte Rosa.

La ricerca misurerà la riduzione del ghiacciaio attraverso l’analisi delle acque del lago proglaciale che in quella zona è in fase di formazione. Il progetto si concretizzerà nell’estate 2021, è sarà a cura del Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, dell’Unità di Biogeochimica e Suolo dell’Università di Torino e da NatRisk.

Simone Moro tenterà la scalata del Manaslu in invernale

Simone Moro

Simone Moro ha annunciato la sua nuova avventura in Himalaya. L’alpinista bergamasco tenterà la salita invernale del Manaslu che con i suoi 8.163 metri è l’ottava montagna più alta del mondo.

Per Simone Moro questo è il terzo tentativo; i primi, nel 2015 e nel 2018 lo avevano visto in compagnia di Tamara Lunger e di Pemba Gelje Sherpa e non andarono a buon fine perché era caduta in pochi giorni una quantità the di neve da rendere impossibile la scalata.

“Non ho mai amato lasciare progetti aperti e incompiuti. So perdere e accettare le sconfitte, ma non ho mai rinunciato alla motivazione su un progetto fino a quando non è stato chiuso e completato – ha spiegato Simone Moro – Quindi tornerò al Manaslu in inverno per la terza volta, come ho fatto per il Nanga Parbat prima di raggiungerlo. Potrebbe anche essere un altro risultato storico. Per me sarebbe la mia quinta scalata invernale e nessuno ha mai salito così tanti 8000 nella stagione invernale. La via di salita sarà decisa da campo base in modo da valutare attentamente la montagna e le condizioni della neve”.

Questa volta con Simone Moro ci saranno gli spagnoli Alex Txicon e Iñaki Alvarez. I tre alpinisti partiranno il 31 dicembre e il rientro è previsto per la fine di febbraio e i primi giorni di marzo.

Nella sua carriera alpinistica Simone Moro ha effettuato 18 spedizioni invernali in tutto il mondo.  Lui è il solo ad aver raggiunto 4 cime di 8000 metri in completa stagione invernale. Questi sono lo Shisha Pangma 8027 metri nel 2005, il Makalu 8463 metri nel 2009, il Gasherbrum 2 nel 2011 e il Nanga Parbat nel 2016.

 

Lo scarpone Hanwag per il trekking invernale

Con gli impianti da sci chiusi il trekking è verosimilmente uno degli sport che potremo fare in montagna quest’inverno. Se avete paura di avere freddo ai piedi con i vostri scarponcini da trekking che utilizzate normalmente, dovete sapere che esistono calzature da montagna pensate specificamente per il trekking invernale.

L’azienda bavarese Hanwag, per esempio, propone  Banks Winter. Si tratta di uno scarpone leggero, che unisce il massimo del comfort e della sicurezza nell’appoggio a caratteristiche pensate per tenere al caldo i piedi in inverno, come  il rivestimento interno riscaldante in Goretex Partelana. A questo si aggiunge una conformazione particolare della suola con una mescola che non fa scivolare sul ghiaccio, e una tomaia più alta che impedisce l’ingresso della neve.

Caratteristiche tecniche:

Tomaia in pelle nabuk certificata LWG Gold, un marchio che certifica le pelli più pregiate e la loro lavorazione sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Rivestimento interno impermeabile in Gore-Tex Partelana, mantiene i piedi caldi e asciutti anche in caso di pioggia, neve e ghiaccio.

Soletta interna con inserto in alluminio: assicura calore anche con temperature fino a -15° C.

Suola Vibram Icetrek che assicura un grip ottimale anche in condizioni di ghiaccio e gelo.