Courmayeur, ricercatori da tutto il mondo studiano la criosfera con droni e satelliti

COURMAYEUR (AOSTA) – Cinque giorni di ricerca sul campo, analisi dei dati e tecnologie avanzate per studiare la criosfera e monitorare i cambiamenti degli ambienti montani. È questo l’obiettivo della International Remote Sensing Summer School 2026 – “Integrated techniques of remote and proximal sensing for the cryosphere”, in programma a Courmayeur dal 7 all’11 settembre.

La scuola è organizzata da Fondazione Montagna sicura, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche dell’Università di Cagliari e Associazione italiana di telerilevamento (AIT). L’iniziativa riunirà 25 studenti provenienti da diversi Paesi, impegnati in attività pratiche e lezioni dedicate alle tecniche di osservazione della criosfera.

Il programma combina telerilevamento satellitare, droni e strumentazioni di prossimità. Le mattinate saranno dedicate alle attività di misurazione e acquisizione dei dati, anche attraverso sensori installati su UAV e strumenti per la spettroscopia di superficie, mentre nel pomeriggio i partecipanti lavoreranno alla prima elaborazione dei dati raccolti sul terreno, affiancati da lezioni teoriche.

Uno dei momenti centrali della settimana sarà il sopralluogo dell’8 e 9 settembre sul ghiacciaio del Miage, dove saranno effettuate acquisizioni ottiche attraverso droni, rilievi fotogrammetrici, misure spettroscopiche e campionamenti. L’obiettivo è integrare diverse fonti di informazione per ottenere un quadro sempre più preciso delle condizioni della superficie glaciale.

La scuola si concluderà venerdì 11 settembre con la salita in funivia Skyway Monte Bianco fino a Punta Helbronner, a 3.462 metri di quota. L’ultima giornata sarà dedicata all’osservazione diretta dell’ambiente glaciale e alla lettura del paesaggio d’alta quota.

L’appuntamento rappresenta così un momento di alta formazione internazionale nel quale ricerca scientifica e innovazione tecnologica vengono messe al servizio dello studio della criosfera. L’integrazione tra dati satellitari, rilievi effettuati con droni e misurazioni sul terreno punta infatti a migliorare il monitoraggio degli ecosistemi alpini, sempre più interessati dagli effetti dei cambiamenti climatici.

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